lunedì 10 aprile 2023

La CIE, la Carta d’Identità Elettronica


Fare la Carta d’Identità Elettronica essendo iscritti all’AIRE

Il fatto: la scadenza della carta d’identità!




Il link, attuale e funzionante al 27/10/2022, giorno in cui ho iniziato a starci dietro, della pagina del Consolato Italiano Generale di Barcellona dedicato alla CIE (Carta d'Identità Elettronica) è quello qui sotto, che lascio indicato per esteso (...carte-di-identità-cartacee): alla fine un link è un link e se il collegamento è corretto (cioè, ti porta alla pagina giusta), nessuna obiezione, però già il fatto che la pagina dedicata alle carte CARTE DI IDENTITÀ ELETTRONICHE abbia indirizzo CARTE DI IDENTITÀ CARTACEE, potrebbe quantomeno contribuire ad instillare in ogni fiducioso utente un "legittimo dubbio" che possa esserci un problema con qualche procedura e che non tutto sia così lineare come si legge.😖

https://consbarcellona.esteri.it/consolato_barcellona/it/i_servizi/carte-di-identita-cartacee


Oggi, che ho ripreso questo articolo, è appena il 10 Aprile 2023... solo sei mesi dopo: vedo che l'indirizzo è il solito: amen, con patatine!😇


Ritorniamo alla storia personale.

Nell’ormai lontano 2016 vivevamo a Tenerife, ci eravamo già iscritti all’AIRE ed avevamo il Consolato Italiano Onorario a Santa Cruz, che dipendeva dal Consolato Generale di Madrid. Oggi, anche lì, e, forse, soprattutto lì, si sono aggiornati e c'è il "vice consolato" ad Arona, quindi per chi vive nel sud di Tenerife può essere che certe procedure siano migliori di prima... però noi non viviamo più là, quindi niente: ci interfacciamo con Barcellona!😕

Nel corso della nostra permanenza a Tenerife, ci trovammo nella necessità, in periodi distinti, fino al Giugno 2019, di rinnovare la Carta d’Identità per i nostri 3 figli (ne parlo più ampiamente in un altro articolo) ed all’epoca non era previsto il poter fare la CIE (quella elettronica, perlomeno da Tenerife), ma solo quella cartacea e, bene o male, siamo riusciti ad averla per tutti e 3, vivendo l’esperienza nel 2017, 2018 e 2019… ora, però, viviamo a Valencia, dipendiamo dal Consolato Generale di Barcellona ed i tempi sono cambiati, oramai siamo tutti più moderni ed al Consolato rilasciano solo la CIE (e attraverso il Consolato Onorario, che a Valencia c’è, non la si può fare).

Anche qui, vista la modernità in cui viviamo, una domanda dovrebbe salire spontanea: per fare il passaporto ti prendono le impronte digitali; per fare la CIE ti prendono le impronte digitali... perché il passaporto si può richiedere tramite il Consolato Onorario di Valencia dove ti prendono le impronte digitali e la CIE no? Sarà diverso il lettore d'impronte?

Sono polemico forte?

NO... forse..., però a volte ci sono queste cose che non mi lasciano dormire la notte!

Eccoci quindi qua, per vivere l’esperienza 2023 “full immersion”, che ci porterà, spero, all’ottenimento dell’agognato documento.

Presupposti per il rilascio della CIE:

1) vivere ed essere iscritti all’AIRE nella circoscrizione consolare in cui se ne richiede il rilascio: LO SIAMO!!!

2) essere in possesso del Codice Fiscale o richiederlo ex novo tramite il Consolato o richiederne la certificazione al Consolato, se ci è stato rilasciato in passato (in Italia, p.es.) ma non lo avessimo con noi! Questa parte, al link … con le relative istruzioni, visto che abbiamo la tessera sanitaria scaduta per entrambe le figlie e valida io, mi risulta un pò meno chiara, pertanto ho scritto una mail chiedendo informazioni specifiche. Cioè: visto che il CF è indicato sulla TS, anche se scaduta, è valido o no?

Mi hanno risposto: in pratica, ne so quanto prima quando non lo sapevo!

Mi sembra di capire che, volenti o nolenti, bisogna ottenere la certificazione del Codice Fiscale dal Consolato, perché poi, il Consolato, possa leggere il codice a barre con il lettore ottico, già che mi viene il dubbio che quello riportato sulla Tessera Sanitaria scaduta... credo verrà male interpretato nella lettura. È solo un'impressione: il giorno che ne avrò esperienza diretta, aggiornerò questa parte.

Si precisa anche che "il residente all'estero non ha diritto alla tessera sanitaria nazionale valida"... quindi ho il dubbio che se uso la mia, che chissà per quale motivo l'Agenzia delle Entrate mi ha inviato, quantomeno me la sequestreranno ed accuseranno di chissà quale scorrettezza.😳

Bene, ora sono passati mesi (siamo ad Aprile 2023) e leggo nelle istruzioni che il Codice Fiscale per la CIE sarà automaticamente generato allo sportello il giorno dell'appuntamento... già questo ha del miracoloso.

3) connettersi a caccia di appuntamento, che, dice al link ... , vengono resi disponibili la sera alle 20. Da quando ho iniziato a scrivere questo articolo, poi lasciato "in sospeso", è un pò cambiata la procedura ed il link per gli appuntamenti, ma il fatto di non riuscire a trovarne di disponibili si è saldamente mantenuto;

La finestrella emergente del non avere appuntamenti disponibili, continua imperterrita ad emergere: schiantasse!😡



4) verificando sui vari Social e Gruppi, quello con cui si affronta la "caccia all'appuntamento", altro non è che un totale sconforto generale: mi hanno così tanto afflitto con il "non si riesce mai ad ottenerlo", che per il primo mese nemmeno mi ero sono provato, poi mi sono deciso a farlo, sono passati altri mesi, continuo con le prove... ma ma ancora niente!

5) Quello che mi convince meno delle procedure descritte, è che "la carta si può richiedere ad iniziare da 6 mesi prima della scadenza": però, obiettivamente, mi sembra di "capire fra le righe" che si possa richiedere anche con maggiore anticipo, in particolare se, come noi, abbiamo la cartacea: spero sia contemplata la possibilità "nucleo familiare" e che non mi tocchi prendere 5 appuntamenti diversi per 5 differenti viaggi a Barcellona.

Ma sarò? Di cosa mi preoccupo per 5 viaggi, qua il problema è riuscire a prendere un appuntamento!😣

...quando l'avrò veramente fatto, potrò descrivere trionfalmente come ci sono riuscito, per ora... siamo arenato allo scoglio preliminare.

6) Chiarito il fatto che praticamente l'unica cosa che ho chiara sono i dubbi di non avere niente chiaro, non resta che ripassare all'azione e insistere con più determinazione per l'appuntamento per la CIE.

Non è un grande articolo di blog per aiutare la gente, vero?

Niente di strano: esprime solo le poche informazioni chiare in mio possesso... la stessa chiarezza con cui si vede la strada in una giornata di nebbia in Val Padana!👀

Fiducioso di riuscire un giorno non troppo lontano nell'impresa, prometto aggiornamento dettagliato appena saprò come ho fatto a fare... quello che ancora non ho iniziato!😇


Qui sopra l'amichevolissima schermata di prenot@mi , il sito in cui riservare l'appuntamento.


venerdì 21 ottobre 2022

Trovare la casa in affitto

1. Come si fa trovare un affitto?

2. La caparra va pagata?

(Una richiesta legittima che può comportare grandi rischi!)


3. È meglio tramite un'immobiliare o direttamente da un privato?


a.


b.c. 

Tre domande in differenti colori, ma per un unico, grande problema: trovare casa in Spagna, a Valencia come in altre parti, NON È facile!!!

    Un attimo... ho detto NON è facile, ma alla fine non ho nemmeno detto che sia impossibile o anche molto difficile, dipende tantissimo dalla situazione personale, dall'adattabilità, da cosa e dove si cerca, dal tempo che abbiamo a disposizione, dall'importo che possiamo spendere e da tante altre cose...

...ma, prima di tutto, dipende da che "garanzie" possiamo offrire!

    Partiamo dal presupposto che, quando arriviamo in Spagna, siamo dei perfetti sconosciuti per la Spagna stessa e per gli spagnoli, non abbiamo qui un lavoro né come dipendente, né come autonomo, non abbiamo la busta paga o i versamenti previdenziali spagnoli, non abbiamo... NON ABBIAMO TUTTO QUELLO CHE NORMALMENTE CI VIENE RICHIESTO e ci possono vedere in vari modi, fra cui ne spiccano due:

1) siamo degli avventurieri poco affidabili, caduti dal cielo e "senza 1 per fare 2", per cui ci evitano come la peste (come inquilini siamo "persone non grate);

2) i soldi ci traboccano dalle tasche, ma alla disperazione per avere una casa e qualsiasi cosa ci chiedano siamo disposti a pagare, anche per il peggiore tugurio della storia.

Sulle basi 1) o 2), va da se che avviare una qualsiasi trattativa non è facile!

    Torniamo a "quello che ci viene richiesto": richiesto per cosa?

    In moltissimi casi, vengono richieste garanzie sufficienti a poter sottoscrivere una "polizza de seguro de impago del alquiler" (assicurazione a copertura di mancati pagamenti dell'affitto), in cui noi, proponenti inquilini, rappresentiamo il fattore di rischio, quelli che devono essere valutati dalla compagnia assicurativa perché il proprietario possa fare la polizza (nel senso che la fa lui, però il rischio siamo noi e dobbiamo essere noi quelli valutati "affidabili", da cui le richieste di busta paga, contratto a tempo indeterminato con anzianità di servizio, stipendio/entrate familiari complessive tali per cui il canone rappresenti non oltre un 30-35% e cose di questo tipo).

    A volte, proponendosi di pagare 6 mesi o 1 anno anticipato, possiamo "essere accettati come inquilini", anche senza tutte le garanzie (e senza valutazione per la polizza), ma non tutti sono favorevoli ad affittare a queste condizioni: da parte del proprietario, perché può comunque non sentirsi garantito per il futuro e da parte dell'inquilino perché ...non è detto che abbia disponibile tutti i soldi di un anno di affitto subito né che, pur avendoli, abbia voglia di pagarli!

    Insomma, deve essere chiaro che quello con cui moltissime persone animate dai migliori intenti si trovano a che fare è...

    ...un muro di sconforto bestiale nel momento in cui, in particolare se con famiglia a carico, si avventurano alla ricerca della casa in cui vivere, che normalmente è in affitto (è normale voler prima conoscere l'ambiente e, quindi, vivere comunque un periodo in affitto anche se si vuole e può comprare!).

    Le mie esperienze personali in materia di "cercare casa, che dolore", le ho pubblicate in un altro articolo di questo Blog, disponibile al link siamo-in-spagna-casa-dolce-casa.html  , ora vediamo di rispondere alle domande iniziali.

1. Come si fa trovare un affitto?

    Lo si cerca con i vari metodi possibili, tramite annunci sui portali immobiliari come Idealista, Habitaclia, Yaencontré, Milanuncios etc., sui gruppi e pagine Facebook della zona e/o specificamente dedicati agli annunci (che si trovano per parole chiave come "Valencia" "casa" "alquiler" etc.), su Instagram, TicToc (perché no?), cercando nelle immobiliari in zona (via sito web o direttamente visitandole e... si può anche chiamare al telefono!), cercando annunci da privati etc, chiedendo agli amici che già vivono in zona... la creatività regna sovrana: per quanta necessità uno abbia, più varietà di contatti prova, più è facile trovare un affitto!

    Anzi, in se per se, "trovare un affitto è facilissimo", quasi si potrebbe dire che "non c'è niente di più facile", una marea di annunci ci avvolge e sta li, solo ad aspettare che noi li leggiamo...

...però, fedeli al vecchio detto "fra il dire ed il fare, c'è di mezzo il mare", spesso accade che fra la moltitudine di annuncianti che contattiamo, per un motivo o per un altro, nessuno o pochi ci rispondano e che, anche quando finalmente ci considerano, ci ritroviamo davanti al fatidico muro dell'impossibilità a continuare!

    Praticamente, oggi, il mercato degli affitti in Spagna, ed in particolare nelle grandi città, è un'affannosa  corsa dominata dalla parte "proprietaria" dell'immobile, in grado di dettare le condizioni e poter scegliere fra un'ampia platea di inquilini...

    ...e noi altro non siamo che uno fra tanti e, a pensarci bene, nemmeno rappresentiamo l'opzione migliore, per cui il"tasso di successo effettivo" si attesta veramente a livelli infimi, tanto da potersi considerare più "una botta di culo" che il risultato di una minuziosa ricerca ben impostata e strutturata!

    Consiglio: se si cerca un affitto "da metà aprile", perché prima non ci è possibile trasferirci, e si trova quello che fa per noi, ma disponibile "dal 1 Marzo"... inghiottiamo il rospo e prendiamola dal 1 Marzo, pagando quindi il relativo affitto con tale decorrenza, buttando quindi via un mese e mezzo di canone, ma almeno abbiamo la coscienza che quando, dal 15/4 arriveremo, la casa la avremo: non abbiamo, in questi casi, la pretesa anche solo di chiedere di fare un contratto "con decorrenza dal 15/4" o di avere un grosso sconto perché la prendiamo senza usarla per del tempo!

    Con la situazione attuale, quel proprietario già sa che nel mese e mezzo che voi gli chiedete di aspettarvi, avrà almeno altre 1600 richieste fra cui valutare e che probabilmente, se non la prendete voi oggi, fra 2 giorni sarà comunque affittata e da subito, senza nulla dover aspettare o trattare.

    Diverso è se la casa viene immessa ora sul mercato, con disponibilità fra 2 mesi o 1 mese o quel che è. In questo caso, se volete prenderla, non dovete iniziare a pagare il canone fin da subito, ma fare un contratto con decorrenza dal giorno della disponibilità effettiva e qualsiasi eventuale richiesta di pagare tutto e subito, va presa per cosa è: un'emerita idiozia!

2. La caparra va pagata? (Una richiesta legittima che può comportare grandi rischi!)

SI!

    Non per voler essere brusco, ma partiamo dal presupposto che sia che con il privato proprietario o che tramite un agente immobiliare si faccia un contratto per una casa "disponibile dal 1 Dicembre" ora che siamo in Ottobre, la richiesta di pagare una caparra ora (mezza mensilità o 1 mensilità o un tot% del canone o almeno 200 o 300 €) è assolutamente legittima ed un atto dovuto per la validità stessa dell'obbligazione contratta... cioè, nel momento in cui mi paghi la caparra, io, agente (o io proprietario), smetto di cercare un'inquilino e considero la casa affittata a te!

    Punto e basta! Senza caparra non si creano vincoli e non si possono avere pretese, e solo un pollo (di proprietario o di agente immobiliare) potrebbe stare ad aspettare che tu arrivi in Dicembre per pagare e poi sorprendersi se non succede!

    C'è rischio quando si paga?

    Si, rischio (da quel che si vede, p.es., nei gruppi Facebook etc.) di essere truffati: non metto nel minimo dubbio se uno s'impegna con un'attenta e mirata pubblicità, al giorno d'oggi, con un immobile "disponibile da Gennaio" (e che, magari, nemmeno esiste nella realtà, ma è un collage fatto con foto pescate in rete), a partire da oggi 21/10 fino a fine anno, riesce senza problemi a farsi pagare la caparra da almeno 30 o 40 inquilini differenti per la stessa casa😖,

    in particolare se si dimostra accomodante, disposto a trattare il prezzo, con un immobile apparentemente in ottime condizioni ed in una zona interessante...

    e questo, purtroppo, succede veramente, in particolare con trattative dirette con privati o agenti immobiliari "fantomatici" che richiedono bonifici o ricariche di carte prepagate o direttamente contanti tramite un contatto in zona, e che poi non rispondono più, non esistono, non sono chi hanno detto di essere e/o ci ritroviamo anche con delle belle foto, ma nessuna casa.

    Si può ovviare il rischio?

    Ovviare del tutto, come per tutte le cose fra sconosciuti, no, ma si possono prendere provvedimenti per minimizzarlo al massimo.

    Ad esempio, anche in Italia fino al 2015 ho fatto l'Agente Immobiliare, in Follonica (GR), ed affittato case a turisti "a distanza", con mesi di anticipo sul periodo estivo in cui ne avrebbero usufruito, facendomi pagare la relativa caparra del 30% (come normalmente richiesto anche dai proprietari), a gente che non vedeva la casa e per cui, all'epoca, nemmeno c'era la stessa facilità di oggi di mostrare foto o altro, inviando poi per posta ordinaria o per fax la copia del contratto a caparra ricevuta (bonifico) e... la casa c'è sempre stata per chi l'aveva fissata e solo per lui.

    Chiunque mi chiedesse di "tenergliela per tre o quattro settimane fino a quando poteva venire a vederla e fissarla" era un "potenziale cliente", che se conosciuto direttamente, poteva anche avere un trattamento di riguardo (tipo l'avvisarlo se l'immobile in quel periodo interessava ad altri), ma non era fattibile il "fermare l'immobile definitivamente" senza relativo versamento... cioè, a dire il vero, in qualche caso, per gente che in termini moderni potremmo definire "clientela Prime"😉😇, ci siamo talvolta sbilanciati ad anticipare qualcosa al proprietario di tasca nostra, pregando anche per settimane o mesi che tutto andasse per il verso giusto, ma è qualcosa di assolutamente non praticabile con gli sconosciuti assoluti: alla fine, anche le preghiere hanno i loro limiti!🙏

    Quindi, come si può ridurre il rischio fregatura negli affitti a distanza?

  1. Nei limiti del possibile, accertarsi che la casa esista veramente, chiedendo foto della stessa o ad amici in zona di farci un sopralluogo;
  2. Accertarsi, nel caso di trattativa diretta con il proprietario, che sia chi dice di essere: come? Se in un mercato normale, in trattativa diretta sempre ci richiedono garanzie, diffidare se uno ti chiede soldi senza chiederti anche garanzie. Poi, siccome le garanzie le chiedono a te, anche tu chiedile a lui: copia documento (DNI), copia contratto (escritura de compraventa), Nota Simple actualizada (visura ipotecaria recente)... con questi documenti, nei limiti del ragionevole (sempre che non siano taroccati anche loro) si riesce a verificare se chi dice di essere proprietario lo è veramente. Se poi non vogliono fornirtele... sta a te decidere se accettare il rischio o lasciar perdere ed io... lascerei perdere!
  3. Nel caso di trattativa con un agente immobiliare o un'agenzia, non importa che questo sia dotato di ufficio centralissimo e stratosferico, può benissimo essere un autonomo che lavora da casa, però... deve esserlo veramente; il normale sarà la richiesta di 1 mensilità (+IVA) come compenso e le verifiche di cui al punto 2. precedente dovrebbe farle lui prima di commercializzare l'immobile o, perlomeno, prima di ricevere pagamenti: se è in grado di fornirle, è un'ottima partenza su cui basare la fiducia! Come controllare che un agente sia agente? Se è iscritto all'associazione API o altre similari lo è, se invece non è iscritto, niente implica che non sia un agente: può esserlo senza essere iscritto ad associazioni ed essere comunque un professionale ad elevata competenza e serietà! (Nota: nella Comunidad Valenciana è stato istituito il Registro dei Mediatori Immobiliari a cui, nel termine di un anno da oggi - entro Ott. 2023 - dovranno iscriversi tutti quelli che si occupano del settore, quindi ora molti non siamo ancora iscritti al nuovo registro, ma a breve termine sarà doveroso farlo per poter operare a termini di legge, rispettandone i requisiti). Comunque, se l'agente è in situazione di "de alta" come tale nella Seguridad Social e in Hacienda, è agente: a nessuno piace pagare tasse e tantomeno sarebbe ragionevole pagare tasse per fare il truffatore😏. Se l'agente è conosciuto sui social media, gestisce pagine professionali, ha sito web etc., sono tutti ottimi indizi perché lo sia davvero. Se per la riscossione di fatture e/o eventuali caparre fornisce l'IBAN di un conto corrente a se intestato e dedicato all'attività professionale, praticamente c'è la certezza che sia agente etc. etc.
Insomma, la caparra è doveroso pretenderla da una parte e pagarla dall'altra in certi casi, ma assumere un minimo d'informazioni su coloro con cui si tratta è agire in regime di doverosa e dovuta autotutela, che nessuno può condannare e che tutti dovrebbero fare!

3. È meglio tramite un'immobiliare o direttamente da un privato?

Rispondere spassionatamente a questa domanda non è facile, anche perché io faccio l'agente immobiliare e "mangio" col ricavato della professione, quindi se tutti si rivolgono ai privati, corro il rischio di fare la dieta anche quando non ne ho voglia... diciamo pertanto che sono un tantino in conflitto d'interessi!!!😇

Comunque, il riassunto è che,
con il privato direttamente:
  • si risparmia sull'onorario dell'immobiliare;
  • si rischia di più in termini di fregatura perché spesso non si sa con chi si tratta in realtà e può non essere facile controllarlo;
  • si possono spuntare condizioni più specifiche per le nostre esigenze, se riusciamo a connettere bene con l'altra persona;
  • probabilmente, dobbiamo essere noi a conoscere la sua lingua perché è difficile che lui conosca la nostra o che abbia collaboratori che la conoscono.
Con l'agente (escludo quelli che lo sono... senza esserlo, che ci sono qui come in Italia e che in molti casi sono quelli veramente dannosi):
  • l'onorario dell'immobiliare va pagato ed aggrava i costi. Aggiungerci l'IVA è norma di legge;
  • c'è un rischio fregatura molto minore, perché se si tratta di un professionale reale, è più facile controllare lui e che a sua volta lui controlli o abbia controllato il controllabile del proprietario;
  • l'immobile proposto non è casa sua e per ogni variante sul tema rispetto a quanto proposto, deve stare a quanto dice il proprietario;
  • è sicuramente più facile parlarci e farsi spiegare i vari aspetti nella propria lingua (o la parla direttamente, o ha collaboratori che lo fanno).

Nota sulle foto iniziali:
a. Che bel posto, voglio questa casa... ma voglio trattare col proprietario direttamente!!!
b. Me l'ha affittata... però pensavo fosse migliore e più comoda!!!
c. Forse è meglio scegliersi un agente di fiducia e farsi aiutare? Ho fiducia in questo: lo adoro!!!😏💪

venerdì 30 settembre 2022

Settembre 2022: come sarà il futuro del mercato immobiliare spagnolo?

IL MERCATO IMMOBILIARE E LA SUA EVOLUZIONE: UN'INCOGNITA... PREVEDIBILE?


⚠️❓Come si svilupperà il mercato immobiliare spagnolo nel futuro?






    Per la cronaca, oggi è il 29/09/2022, quindi per "futuro", si intende fino a fine 2022 e poi nel 2023 e via così, però io NON HO la sfera di cristallo che mi consenta di vederlo (...purtroppo!💁‍♂️) e mi consola il fatto che non ce l'hanno nemmeno gli altri!🧐😏...



    Quindi come possiamo sapere cosa, ragionevolmente, ci aspetterà oltre l'orizzonte?🤔



1) Aspettiamo e vediamo cosa succede!

Questo è il metodo che fornisce la certezza assoluta del risultato, però in nessun caso permette di stabilire una strategia comportamentale che possa indirizzarci lungo "la retta via" con un minimo di anticipo sull'evoluzione del mercato!🤷‍♂️



2) Ricorriamo alle proiezioni, alle statistiche, ai pareri degli esperti... e ci lanciamo seguendo il primo che ci ispira, probabilmente, basandoci per le nostre decisioni e conseguenti azioni, sul primo che ci dice quello che vogliamo sentirci dire, visto che già stavamo pensando per conto nostro di andare in quella direzione, ma avevamo disperatamente bisogno di una conferma autorevole per "auto giustificare" il tutto!👀



3) Come per il punto 2, ricorriamo a proiezioni, statistiche e pareri degli esperti, però dedichiamo del tempo alla ricerca delle informazioni, non prendiamo per oro colato la prima cosa ci viene detta, lo analizziamo anche in comparazione con le nostre idee e la nostra situazione ed elaboriamo quello che può essere un risultato finale ragionevole, sul quale basare la nostra strategia.💪💫



    Sempre, in tutto, dobbiamo considerare che "i pareri degli esperti" dovrebbero essere neutrali e disinteressati, no "partigiani" (nel qual caso, più che "parere" dovremmo vederlo come "annuncio pubblicitario"), ma non nel senso che debbano essere per forza gratuiti, bensì che devono essere esenti da sponsorizzazioni ed interessi personali in contrasto con la neutralità dell'informazione: l'informazione... informa, non trae le conclusioni, a quelle dobbiamo arrivarci con il ragionamento!👍



    Purtroppo, la neutralità in un campo che muove montagne di soldi come l'immobiliare e che impegna le famiglie con sforzi economici ventennali o più (come il pagamento di un mutuo), non è che sia tanto facile da trovare!🤨



    Quindi?😱



    Quindi, per pianificare le azioni da intraprendere per il proprio futuro, l'unica cosa pienamente ragionevole è scegliere la linea 3), dedicargli del tempo (non 10 o 15 minuti, ma almeno qualche ora o giorno per esaminare sotto le più varie angolazioni e valutare quante più fonti possibili seguendo continuamente le notizie ed i pareri anche sull'ottica che "il mercato è dinamico", per poi bilanciare il tutto con la propria situazione personale e familiare, facendosi una propria opinione per stabilire la strategia in base alla quale agire.😈



    È tanto e troppo impegnativo?👏

    Forse, ma pensa a quanti soldi ci sono coinvolti e pensa anche che è tutta roba tua (soldi, tempo etc.) e a quanto potresti perderci prendendo la strada sbagliata o quanto potresti pentirti di non aver fatto la mossa giusta quando potevi e "sapevi" esserla: non vedere mai come "tempo perso" quello dedicato all'elaborazione, bensì come un'investimento sul tuo futuro... e nemmeno solo "tuo per te", ma "tuo, per te e la tua famiglia che da te dipende"!💪



    Se, poi, ritieni di avere bisogno di aiuto per maturare una decisione (cioè di una consulenza) e/o per agire in base a quella (tipo comprare o vendere) una volta che l'hai raggiunta, sarò lietissimo di assisterti, consigliarti ed aiutarti al meglio delle mie possibilità in tutto il percorso, offrendoti servizi professionali volti a massimizzare gli effetti positivi di qualsiasi sia il percorso intrapreso.😉



    Nel settore immobiliare, non esiste mai un momento in assoluto migliore per comprare o per vendere, il tutto va sempre valutato in base alla situazione generale (crisi si o crisi no, economia a rotoli o a pieno ritmo, guerra o pace, mercati borsistici in caduta o in guadagno, tassi, tassi interbancari, spinte ambientalistiche etc.), tenendo sempre l'occhio alla propria situazione, con le proprie aspettative e necessità e tantissimi altri aspetti: ottimo è scegliere il momento giusto di fare un'operazione immobiliare, ma fondamentale è non ritrovarsi mai a "doverla fare" per necessità assoluta...🙏



...direi, anzi, che il cercare di non farsi catturare dagli eventi, ma di cavalcarli, sia alla base del non avere successivi pentimenti distruttivi.

Non importa disporre di enormi capitali per poter effettuare le manovre corrette al giusto momento o riuscire a compensare i propri errori per le scelte sbagliate o avventate, bensì dedicarsi a quello che si può fare con quello di cui disponiamo, includendo in questo computo anche il tempo e la possibilità di affidarsi ad un consulente professionale da pagare.


    Allego un articolo di Idealista che parte bene (ribadendo che ora negli USA il mercato immobiliare è in flessione e che in economia, "quando qualcuno starnutisce negli USA, il resto del mondo prende il raffreddore"), evidenziando similitudini e differenze fra la situazione statunitense e quella spagnola, però, credo, tutto troppo centrato sui mutui, come a dire che "se non esistessero i mutui, in assoluto non esisterebbe un mercato immobiliare"!


    Vero, in molti casi, un mutuo aiuta o rende possibile un'operazione, ma talvolta la rende difficoltosa o spinge, a seconda dei periodi, a fare il classico passo "più lungo della gamba": proprio per questo insisto sul fatto che se una persona ne è in grado, il fare tutto in proprio è perfetto, ma se appena se ne ravvisa la necessità o la convenienza, ricorrere ad un consulente non è niente di dannoso, anzi... è un sistema di creare opportunità dove, magari, prima non se ne vedevano!👍👍


Un saluto e "a presto"!

Carlo

 

https://www.idealista.com/news/inmobiliario/vivienda/2022/09/28/799339-el-cambio-de-ciclo-inmobiliario-ha-llegado-a-eeuu-que-pasara-en-espana#at_medium=email&at_emailtype=retention&at_campaign=1059&at_creation=news_daily_20220929&at_send_date=20220929&at_link=m-1-titular-node-799339&at_recipient_id=724%7B(usercontactsid)%7D&at_recipient_list=3&utm_medium=email&utm_campaign=1059&utm_term=m-1-titular-node-799339


Allego un secondo articolo di Idealista, sempre su questo argomento, e ribadisco quanto scritto prima: "NEL MERCATO IMMOBILIARE, NON ESISTE MAI UN MOMENTO IN ASSOLUTO MIGLIORE PER COMPRARE O VENDERE"


https://www.idealista.com/news/inmobiliario/vivienda/2022/09/27/799259-comprar-o-vender-casa-es-mejor-este-final-de-ano-o-esperar-a-2023#xts=582065&xtor=EPR-1059-%5Bnews_daily_20220927%5D-20220927-%5Bm-04-titular-node_799259%5D-72475845559@3-%5B20220927093453%5D


NOTA finale:

a volte me lo dimentico... ma NON DIMENTICHIAMOCI MAI che da inizio 2022 è in vigore "el valor de referencia" per gli immobili, valore che dobbiamo sempre tenere in conto, in particolare dal lato del compratore, quando si devono pagare le imposte su una transazione immobiliare, per applicare a questa la relativa percentuale o per fare confronti col prezzo dichiarato. In pratica è l'antipaticissima regola che per pagare le imposte sull'acquisto (immobili di seconda mano), la relativa percentuale di ITP si applica al più alto dei due, fra quello che è il valore dichiarato nel contratto di compravendita (chiamiamolo "valore reale") ed il valore fiscale di riferimento.


Abbiate fede, che quando si tratta di battere cassa, il fisco spagnolo non è secondo a nessuno!😬😬😬😬

giovedì 16 giugno 2022

Un trasloco annunciato: la ricerca delle informazioni in rete.

 La ricerca delle informazioni in rete sulla vita in Spagna:

breve guida per la sopravvivenza!

 




    La vita all’estero sui social media e la ricerca di informazioni sulla Spagna può trasformarsi in una dura lotta a colpi di post e contropost! 

 

    Cosa scegli di essere?

    Preda o cacciatore?

    Meglio sarebbe non essere nessuno dei due, ma…

 

    …molto spesso, si trovano sui social (in particolare, sui gruppi Facebook di italiani all’estero) richieste d’informazioni e/o d’aiuto da parte di persone che sono in fase di trasferirsi in Spagna, che stanno valutando la possibilità di farlo o anche solo mossi dalla curiosità, in seguito alle quali grandi dubbi attanagliano i frequentatori, ed alle quali viene risposto unicamente in malo modo!

 

Mi aiutano?

Non mi aiutano?

 

Li aiuto?

Non li aiuto?

 

    Dal mio punto di vista, aiutare chi lo chiede, se appena è possibile, è un dovere imprescindibile: se qualcuno, su una rete sociale (mi si perdoni l’italianizzazione del termine;-), chiede informazioni su qualcosa, riterrei quantomeno doveroso rispondergli educatamente, fornendo con informazioni corrette (di prima mano e/o verificate) se ne siamo in grado o, al limite, indicando dove si possano reperire le informazioni del caso, ma sempre senza uscire dai binari di correttezza ed educazione.

 

    Purtroppo, invece, non sembra essere né la correttezza né l’educazione, il parametro che regola le discussioni: una volta, in internet, esisteva la “netiquette”, cosa che, probabilmente, ancora oggi avrebbe una sua utile funzione, ma a leggere quello che si trova in giro, sembra che si tenda più ad utilizzare la rete come sfogo delle proprie frustrazioni che per fornire un reale aiuto a chi lo richiede.

 

    Mi fa una rabbia tremenda chi pubblica commenti sui Gruppi Facebook (“Italiani a Valencia”, “Italiani in Spagna”, “Italiani a Tenerife” etc.) in cui sembra sia un obbligo dedicarsi a sbranare i malcapitati che si avventurano a fare richieste.

 

    Ad onor del vero, devo ammettere che (e l’ho fatto pure io;-) quando si “cercano urgentemente” informazioni su qualcosa in un Gruppo FB, effettivamente la maggior parte delle volte “NON si fa una vera ricerca”: si entra nel gruppo e si pubblicano domande, senza porsi il problema se già siano state fatte centinaia di volte in precedenza e se vi sia stato risposto in un qualsiasi modo.

 

    Quasi nessuno si mette a fare una effettiva ricerca previa sui post pubblicati con le parole chiave di suo interesse, per vedere cosa si dice sull’argomento in quel gruppo, per poi, eventualmente, inviare una richiesta se non trova quello che cerca oppure porre la questione su un altro gruppo perché valutato non idoneo il precedente (es.: per la natura sgradevole delle risposte).

 

    Classici post che si trovano sono del tipo:

  • “sono in procinto di trasferirmi a Valencia, grazie per avermi accettato sul Gruppo: vorrei sapere come si fa per ottenere il NIE e a cosa serve”
  • “In Spagna c’è lavoro?”
  • “A Settembre mi trasferisco, contattatemi per un lavoro qualsiasi con vitto e alloggio, faccio di tutto”
  • “la prossima settimana arriviamo per vedere un pò di appartamenti da affittare in zona e poi decidere quale prendere: contattateci se avete qualcosa”
  • “sono meglio le scuole pubbliche o quelle private? Ci sono alternative? Ho sentito parlare di scuole concertade, ma non so cosa siano”… e via così.

    In molti altri casi vengono poste domande originali, serie, su argomenti di notevole interesse o che non sono mai stati trattati e che richiederebbero una risposta a sua volta seria e ponderata, non la prima cosa che passa per la mente per riuscire ad essere il primo a rispondere.

 

    Alla fine, siamo tutti italiani e cerchiamo notizie sulla Spagna su gruppi di italiani esistenti da anni: per forza di cose, non ci saranno moltissime questioni realmente originali, molte che sono periodicamente riproposte e possono essere di maggiore o minore interesse, alcune indice di assoluta disinformazione e che potrebbero facilmente evitarsi, altre segno di scarsa accortezza e, forse, altre ancora pubblicate appositamente per agitare i bollenti spiriti dei leoni della tastiera. 

 

    Tantissimi sono i post che suscitano “brutali aggressioni” con risposte spesso inopportune, del tipo:

  • “stattene a casa tua”,
  • “lascia perdere”,
  • “in Spagna ci fai la fame”,
  • “tanto non lo trovi”,
  • “dimmi dove, che ci vengo anch’io”,
  • “meglio la scuola in Italia, qui non gli fanno fare niente”,
  • “per il NIE fai tutto da solo e non farti fregare dalle agenzie”,
  • “quelli delle agenzie sono tutti ladri”,
  • “se cerchi un affitto lascia perdere, tanto non ti danno la casa” etc.,

 

    Chi mai si può annidare dietro tali gentilezze?

   Magari... proprio chi (mosso dal principio per cui “se io ho sofferto, ora soffri te… e magari di più!”), in un nemmeno troppo lontano passato, ha fatto le stesse domande negli stessi posti ed oggi si sente “ferrato” sufficientemente da poter trattare con superiorità ed una buona dose di maleducazione i nuovi malcapitati di turno.

 

    Risposte un pò più “educate” come “per questo argomento, fai una ricerca fra i vecchi post su questo stesso gruppo”, si vedono raramente, però, mi sembrerebbero quelle giuste da pubblicare da parte di amministratori o moderatori del gruppo, se un argomento “infastidisce” troppo gli animi più sensibili perché si ripropone continuamente.

 

    Altri commenti, tipo il dare una risposta utile e concreta alla domanda fatta (purchè abbia un senso), sarebbero doverosi da parte di coloro che hanno avuto esperienze in merito e/o comunque hanno conoscenza dell’argomento di cui si sta parlando, però posso anche capire se, avendo già risposto direttamente sullo stesso argomento in altre occasioni, qualcuno si sbilancia a dire “cerca i miei post precedenti in risposta all’argomento su questo stesso gruppo”, pur non essendo né amministratore né moderatore del gruppo o, magari, fa lo sforzo di condividere la sua precedente risposta allo stesso tipo di domanda.

 

    Fra le tante, c’è anche un’altra alternativa possibile e tutto sommato onorevole, che propongo seriamente di valutare da chi si sente “schiacciato” dal troppo lavoro di seguire le discussioni di un gruppo:

SI PUÒ EVITARE DI SCRIVERE E PUBBLICARE UNA RISPOSTA, in particolare se non si sa di cosa si stia parlando o se siamo infastiditi dalla “solita” domanda e partiamo con lo spirito “uffa, eccone un’altro a chiedere le solite cose, ora lo sistemo io!”.


    Come detto, in questi casi, potremmo benissimo starne fuori e non pubblicare niente, invece di “perdere” il nostro preziosissimo tempo ad avviare discussioni che rasentano l’idiozia più assoluta… per poi lamentarci che ci fanno perdere tempo!

 

    Alla fine, il comportamento assai frequente quando si tratta di social e trasferimento all’estero è decidere se essere “preda” o “cacciatore” e, siccome nessuno vuole cadere così in basso da essere preda, si autonomina cacciatore!

 

    Ma “cacciatore” di cosa?

 

    Di niente di particolare, solo di quegli sprovveduti (le “prede”) che fanno domande, magari su argomenti ormai conosciuti agli altri utenti e frequentatori del gruppo, ma non a coloro che le fanno in quel momento, cercando aiuto o consigli e che hanno commesso l’imperdonabile errore di rivolgersi ad una platea di saggi… che non tutti così “saggi” sono!

 

    I gruppi Facebook sono un’ottima fonte d’informazione, per la loro diffusione, capillarità, rapidità e facilità di acceso, però ricordiamoci anche che spesso c’è gente che scrive senza nemmeno avere la più pallida idea dell’argomento, oppure che publica coscientemente informazioni non veritiere o quello che ha sentito da una che lo ha sentito da un altro a cui e stato detto da un conoscente: l’essere pubblicato in rete non rende una cosa veritiera di per sè, la rende solo più rapidamente accessibile a tutti.

 

    Usiamo il raziocinio e ricordiamoci che non si può “credere” sempre a tutto ed al contrario di tutto!

 

    Quindi, riassumendo, quando si cercano informazioni di una certa rilevanza (e lo sono, visto che riguardano la nostra vita) per poter prendere la decisione di trasferirsi all’estero, propongo di:

 

 

·      Nel casso siano inerenti al lavoro in una certa zona, più che immettere una domanda tipo “c’è lavoro in…?”, inviterei a presentare la questione come “che tipi di lavoro si trovano più facilmente?”, oppure “quali figure professionali sono quelle maggiormente richieste?” o anche “ho esperienza come cameriere, ci sono possibilità in questo settore ed in quali periodi? Con che requisiti?”
·      Avvalersi dei siti istituzionali, compresi i siti web dei consolati italiani competenti per la zona a cui si sta pensando (avvalersi dei servizi consolari può essere un calvario, ma le informazioni pubblicate sui siti dovrebbero essere corrette ed aggiornate);
·      Cercare su Google o su altri motori di ricerca informazioni sui vari aspetti della vita in quelle zone e, se si trovano, seguire qualche blog sull’argomento;
·      Cercare se esistono Gruppi Facebook di italiani (e di solito ci sono!) che trattino specificamente di quelle zone, richiedere l’iscrizione e seguirli, ma senza farne la propria attività principale;
·      Su questi stessi gruppi, se possibile, effettuare le ricerche con le parole chiave che ci interessano (es.: documenti, NIE, SIP, Seguridad Social, casa in affitto, trasporti pubblici, scuole, famiglie con figli, lavoro etc.) e vedere se ci sono post interessanti con risposte ancora più interessanti per quello che stiamo cercando. Tenendo conto che stiamo parlando di un cambio radicale nelle nostre vite, dedicare un pò del nostro di tempo a spulciare queste cose non mi sembra assolutamente tempo speso male!
·      Se non si trova quello che si cerca, oppure non è chiaro perché ci sono opinioni contrastanti, pubblicare un post chiedendo direttamente le informazioni su quello specifico argomento, tenendo però presente che, per quanto attentamente si proceda nel formulare la questione, qualche risposta “sgradita” quasi sicuramente la otterremo (“stai a casa tua”, “lascia perdere” etc.): non dobbiamo offenderci e consideriamo che oltre a quelli che farebbero meglio a stare zitti, ci sono anche altri in grado di offrire proprio quelle informazioni che cerchiamo;
·      Come già accennato, se abbiamo del tempo da dedicare alla ricerca di articoli di Blog che parlino di argomenti di nostro interesse, facciamolo, cercando sui motori di ricerca cose come "blog casainspagnapuntoit"; "blog Spagna"; "blog Valencia"; "blog informazioni trasferirsi in Spagna" … il  motore di ricerca, alla peggio ci risponde con “non sono state trovate pagine sull’argomento”, ma mai ci maltratterà indiscriminatamente!
·      Se si entra in contatto diretto con qualcuno che chi ci ispira fiducia e sembra disposto a fornire informazioni anche più specifiche, avviare una conversazione privata, magari anche in chat o videochat, va benissimo! Tenere comunque sempre presente che, prima di conoscersi veramente, si sta parlando con degli sconosciuti e sarebbe il caso di evitare di dare a tutti informazioni personali esageratamente dettagliate. Considerare anche che c’è la possibilità di incappare in truffatori che ti agganciano in un modo su un gruppo e poi ti lavorano in un altro privatamente (in un futuro post parlerò di questo argomento).
·      Se lo riteniamo necessario, possiamo avvalerci di servizi professionali (a pagamento), per consulenza, assistenza, trovare casa etc. (può benissimo darsi il caso in cui una persona, anche se può espletare tutto personalmente, NON voglia o non si senta a suo agio nel farlo e non vedo come possano essere "criminalizzati", come facessero qualcosa di male ad altri): in questo caso bisogna per forza dare (e ricevere) quante più informazioni possibili, però cerchiamo di non fornirne su aspetti assolutamente scollegati da quel che stiamo cercando.


Ad esempio, io, sul mio sito WEB carlonobili.com, ho avviato un servizio di consulenza per italiani in cui offro una prima consulenza assolutamente gratuita e senza nessun obbligo a richiederne altre successive (trasferimento, immobili, documenti etc.). Eventuali successive consulenze, a richiesta dell’interessato, le fatturo a 40,00€ + IVA, previo pagamento (anticipato) mediante PayPal dall’apposita pagina del sito.

L’idea è che sempre sono disponible ad aiutare chi lo necessita ed in forma gratuita, ma se si richiedono approfondimenti particolari o l’espletazione di servizi di qualsiasi natura (da valutare e quantificare), si rientra nel settore dell’attività lavorativa professionale ed il tempo ad essa dedicato non è più gratuito.

 

    Con la speranza di aver chiarito uno degli aspetti più “scabrosi” e, forse, antipatici di quando si pensa al trasferimento (la spasmodica ricerca di informazioni), resto a disposizione per qualsiasi necessità.


    Per concludere, invito chiunque voglia trasferirsi a non farsi false illusioni sulla vita in Spagna, ma a farsi comunque animo e valutare attentamente i prossimi passi da effettuare, ricordando sempre che all’estero, spesso, siamo “soli” con la nostra familia (es.: moglie e figli), lontani da tutto quello e quelli cha abbiamo finora conosciuto e che, nel bene o nel male, ci è sempre stato familiare ed ha sempre costituito la nostra "zona di confort": a volte è dura non farsi prendere dallo sconforto e nemmeno è detto che si riesca a fare un cambiamento in meglio in senso generale, però, se ci sentiamo di affrontarlo, facciamolo, non facciamoci distogliere dal nostro “grande proposito” e non facciamoci attanagliare dalla nostalgia di quello che lasciamo in Italia, pensando sempre che fosse meglio e comportandoci come se il resto del mondo fosse composto da inferiori!


    Un saluto,

    Carlo

mercoledì 8 giugno 2022

Dall'Italia alla Spagna: le origini di una scelta!

 Essere Italiani e vivere in Spagna...

 

·      Com’è vivere in Spagna?

o   Come italiano che vive in Spagna, cosa sento per l’Italia?

§  Meglio la Spagna o l’Italia?

·      Com’è la comunità italiana in Spagna? 



 


Domande, fra le tante, che legittimamente ci poniamo, quando si pensa ad un trasferimento o si vuole redarre il bilancio di quello già fatto!

 

Quali potrebbero essere le risposte?

 

Ad esempio:

    “È bello viverci e anche se il mio cuore resterà sempre in Italia, dove ho vissuto per 50 anni, non rimpiango la scelta fatta.

    Secondo me, in Spagna si riesce a vivere più rilassati che in Italia, anche se occorre adattarsi all’ambiente e non sempre siamo visti di buon occhio dagli spagnoli.

    Fra gli italiani in Spagna ci sono persone sicuramente da conoscere e con cui fare amicizia, ma non con tutti vorrei davvero passare del tempo e da molti è bene starne lontani.”

 

E così potrei già avere finito questo nono articolo del blog, dandogli un’impronta telegrafica e lasciando un clima d'incertezza, con la strada aperta a molte altre domande...

 

…però sono sempre qui, armato della speranza che questi “sforzi epistolari” siano letti e possano essere di aiuto a qualcuno che vuole trasferirsi, che lo abbia già fatto o che anche solo lo stia valutando, quindi non posso limitarmi ad una descrizione così schematica!


    Cosa ci motiva a cambiare paese? Le origini di una scelta!


Innanzitutto, bisognerebbe analizzare le motivazioni che spingono una persona a lasciare la sua nazione d’origine per andare a vivere in un’altra, ma queste sono essenzialmente cose personali e che altri non possono conoscere a priori: posso provare a illustrare le mie, ma possono benissimo essere ragioni che avrebbero convinto altri a restare in Italia invece che ad andarsene, soprattutto perché non ci sono SOLO le motivazioni, ma anche le valutazioni che ciascuno fa delle stesse!

 

Personalmente partirei, visto che ormai sono in Spagna da quasi 7 anni, dall’ormai “lontano” Settembre 2015, chiedendomi come sia nata questa idea e se mi pento o no della scelta fatta!

 

In Italia il lavoro ce l’avevamo e non andava nemmeno male: vivevamo in Follonica, una piccola città della Toscana, in provincia di Grosseto, in riva al mare nell’omonimo Golfo di Follonica, in una casa a ca. 80 metri dalla spiaggia; eravamo titolari di un’agenzia immobiliare (“Agenzia Immobiliare 2C di Nobili Carlo”, ormai chiusa da anni, ma ancora reperibile nelle ricerche su Google) e la nostra attività si svolgeva in un locale di nostra proprietà, quindi non eravamo nemmeno tartassati dalle spese di affitto.


Quindi, riassumendo: avevamo il lavoro ed avevamo casa vicino al mare. La mancanza di lavoro o del mare NON ci hanno spinto a cambiare!

 

Ci occupavamo principalmente di compravendite, affitti estivi ed amministrazione condomini, con la particolarità che nel 2003 (anno dal quale siamo rimasti soli io e mia moglie, dopo la liquidazione del socio che avevamo avuto in precedenza per qualche anno, epoca in cui, con colmo di originalità, ci chiamavamo “2C Immobiliare SRL”) si trattava quasi esclusivamente di affitti estivi (con clienti principalmente proveniente dalle provincia interne della Toscana -Firenze, Arezzo, Siena), mentre con il passare degli anni si è notato un calo mostruoso degli stessi, sia in senso assoluto che di durata del periodo medio del soggiorno, passando da 1 mese / 2 settimane a 1 settimana o alcuni giorni, preferibilmente nel fine settimana (evoluzione del turismo di zona in 13 anni: un cambio assoluto nei costumi!)


Fa quasi impressione il pensare che ancora nel 2003 ci fosse molta gente che fissava la casa al mare per 2 o 3 mesi e proprietari che si rifiutavano categoricamente di affittare per periodi inferiori ad 1 mese, mentre già nel 2015 era difficile trovare soggiorni più lunghi di 2 settimane ed i proprietari accettavano senza problemi quelli di una settimana, anche se non li gradivano di durata inferiore!


Nello stesso periodo, limitandosi alla nostra diretta esperienza in Follonica, i clienti esteri erano veramente pochissimi: qualche tedesco o svizzero, niente di più!

 

In quegli anni, però, siamo però stati in espansione per quanto riguardava le amministrazioni condominiali, passando dal primo condominio acquisito nel 2003 a 30 nel 2012 e, successivamente, mantenendosi su tale livello, con un limitato avvicendamento.

 

Nella "ridente cittadina", in cui c’era sempre stata una guerra abbastanza spietata fra le agenzie immobiliari per avere appartamenti in gestione e/o in vendita, si era nel frattempo scatenata anche la guerra dei prezzi per le amministrazioni condominiali, con preventivi sempre più stracciati offerti dai molti che entravano nuovi nel mercato e seguiti da altri che già c’erano per tentare di mantenere le posizioni, mentre a livello di responsabilità, adempimenti vari (fiscali, di sicurezza, sicurezza sul lavoro, privacy etc.), necessità e richieste da parte dei condomini, si registrava un aumento progressivo e talvolta schiacciante.

 

D’altra parte, in una città di 22000 abitanti con ca. 10000 seconde case, molte delle quali venivano affittate in estate, con le industrie della zona sempre più in crisi, dovrebbe essere abbastanza logico pensare che se volevi viverci, le possibilità di scelta sulle attività da fare erano abbastanza limitate... però dovrebbe essere anche abbastanza chiaro che la "guerra dei prezzi" in un libero mercato, anche se inizialmente giova a qualcuno (agli utenti, che risparmiano), a lungo andare non giova a nessuno!

Non mi metto a spiegare i motivi, ma non credo ci voglia un genio per capirlo! Facciamo conto che si tratti di un lavoro dipendente: quanti sono disposti a continuare se ogni mese ti aumentano l'orario e ti riducono lo stipendio, assegnandoti sempre più mansioni di responsabilità di cui dovrai rispondere civilmente e penalmente in caso di problemi?

 

Sulla zona, c’è da dire che che moltissimi appartamenti sono proprietà di persone che vivono da altre parti, quindi, l’amministratore di condominio, spesso, "ai vecchi tempi", veniva ad essere un qualcosa di più del solo “rappresentante legale del condominio”, ma si instaurava un legame di fiducia con le persone che ti trattavano più come un amico in zona che come una figura necesaria per i soli adempimenti di legge.


Comunque sia, calo affitti, ma aumento di condomini: si riusciva a ricavarci “uno stipendio decoroso”, con il quale vivere senza problemi.

 

C’era, però, sempre un senso di incompletezza e ad un certo punto, è risultato evidente che sarebbe stata necessaria una modifica sostanziale nel nostro sistema di gestione aziendale, un qualcosa tipo un cambio radicale nella gestione di quel che avevamo, abbinato con una spinta all’espansione: si stava profilando all’orizzonte il terrificante “espandersi o sparire”!


Proprio in questo periodo, in famiglia abbiamo iniziato a pensare a come sarebbe stato andare a vivere in un altra nazione ed a quale potesse essere… e, dopo una precedente esperienza vacanziera risalente al 2011, abbiamo deciso di fare un secondo viaggio a Tenerife nel 2014.

 

In conseguenza di questi pensieri, non abbiamo mai approfondito la trasformazione necessaria per rimanere in attività a Follonica, ma siamo arrivati a fine 2014 in cui abbiamo deciso di partire per Tenerife (finito l'anno scolastico) ed all’estate 2015 in cui siamo davvero partiti.

Questi mesi sono stati i più difficili, perché abbiamo dovuto affrontare scelte impopolari e sicuramente deleterie per la nostra attività, evitando di impegnarci in nuove acquisizioni in più di un'occasione e, oltre un certo limite, dovendo pure fornire le motivazioni (...il prossimo trasferimento): in pratica, stavamo imponendoci un blocco all'espansione, senza poter lasciare tutto da un giorno all'altro, ci stavamo facendo danni da soli!

 

Curioso è stato l’atteggiamento dei primi condomini (“i clienti”, in questo caso) che hanno saputo della nostra prossima partenza: subito a pensare che si scappasse con “i loro soldi”, anche se in prima fila c’erano proprio quelli sempre in ritardo con il pagamento delle quote ed il relativo conto corrente condominiale avesse un saldo prossimo allo zero assoluto!

Ad onor del vero, va detto che in Follonica già c'erano stati alcuni casi di sparizioni di amministratori con relative casse condominiali e che i biechi sospetti avrebbero anche potuto essere stati legittimi, se presentati in un certo modo, però che proprio chi ha sempre, per anni, fatto problemi per pagare, crei la "fazione condominiale" per fare la guerra "al bastardo amministratore che ci lascia soli", fomenti il clima "rivoluzionario" per cui "si deve smettere di pagare per evitare che quello ci rubi i nostri soldi" e che per di più altri che ce l'hanno sempre avuta a morte con lui lo seguano nelle sue evoluzioni mentali, mi è sempre risultato curioso!

 

Comunque, passato il primo periodo di agitazione, siamo riusciti a fare le dovute assemblee con la chiusura dei bilanci (praticamente, 9 mesi ci sono voluti!), i passaggi di consegne con gli amministratori subentranti, chiuso i conti aperti e siamo partiti per Tenerife, senza nessuna finanziamento illecito condominiale (dicesi senza aver ladrato niente).


In effetti, dopo anni, anche con quelli che erano stati anche "personaggi un pò particolari" in seno ad alcuni condomini durante il periodo di attività, siamo addirittura diventati "amici" e ci scambiamo notizie o parliamo con piacere sia sui Social che personalmente, se ci incontriamo.

C'è addirittura chi ha fatto coincidere l'occasione di una vacanza lontano dall'Italia con un'occasione per incontrarci e trascorrere delle piacevoli ore insieme: cosa assolutamente inattesa, ma assolutamente gradita. Anche qui, utilizzando un detto delle mie parti, c'è da dire "...vai a giudicá la vacca a giace"!;-)


Presa la decisione, chiuso tutto, partiti e arrivati... e ora?

 

Non sto a ripetere le esperienze di viaggio, arrivo etc., perché già ne parlo diffusamente in un altro articolo di questo blog, però, visto che eravamo andati in un’altra parte di mondo, abbiamo deciso di dedicarci (subito!!!) ad un’attività differente da quella sempre fatta… e questa non è stata una buona scelta (in particolare l’averlo voluto fare subito!!!), in quanto abbiamo, si, accumulato esperienza, ma anche fregature e perso troppo finanziariamente.

 

Successivamente, ci siamo resi conto di quanto sarebbe stato produttivo prendersi “l’anno sabbatico” (cosa che, nostri amici conosciuti in seguito, hanno avuto il coraggio, BEATI LORO, di prendere) e valutare cosa e come fare, invece di buttarsi a fare qualcosa senza previa attenta valutazione… ma ormai l’avevamo fatta!

 

Il problema ancora più grosso?

Non essere riusciti a limitare i danni sganciandosi in modo veloce e decoroso, ed essere stati per un lungo periodo in balia di altre persone di dubbia affidabilità, senza mai aver avuto la forza o la capacità d’imporre una linea “personalizzata” a quel che stavamo facendo (la gestione di un locale), ritrovandosi alla deriva in un paese lontano “da casa”, con figli piccoli e voler continuare a tenere i piedi in due staffe (Italia e Spagna): a quell’epoca, vivevamo a Tenerife, ma “casa” era ancora “l’Italia”.

 

Successivamente ci siamo “sganciati” dalle attività “zavorra” e rientrati nel vecchio settore: è chiaro che fra Italia e Spagna ci sono differenze che a volte appaiono incomprensibili, però, vivendo in un posto, ci si deve adattare a norme e costumi di quel posto e non si può pretendere che il posto si adatti a noi.

L’impronta personalizzata alla tua attività devi dargliela, però devi anche essere cosciente e rispettare dove operi!

 

Una cosa mi sono dimenticato fino ad ora: la composizione familiare alla partenza dall’Italia ed il tipo di viaggio!

Padre (io – 50 anni), madre (48 anni), 3 figli (7, 9 e 13 anni), oltre ad un cane di 3 anni e mezzo: madre e le due figlie partite in aereo con la nonna come supporter provvisorio ed io con figlio e cane al seguito, in auto e via mare.

Anche se pochissimo tempo dopo la partenza abbiamo avuto un incidente in auto causato da un mio colpo di sonno (impatto "tangenziale" con il "guard rail" con danni ad entrambe le portiere laterali destre), devo dire che quel viaggio che da Follonica mi ha portato a Tenerife attraversando Francia e Spagna e con uno sportello posteriore legato per evitare che si aprisse causa la rottura della maniglia, la macchina ed il portabagagli stipati di bagagli, accompagnato da mio figlio di 13 anni e dal cane, è stato uno dei più belli che abbia mai fatto: ancora oggi, ne parliamo con piacere e ci ricordiamo praticamente ogni passo che abbiamo fatto. (Una tappa in Francia, una a Valencia, una a Jerez de la Frontera, 3 notti in nave... l'arrivo a Santa Cruz de Tenerife, la magia del rincontrarsi con il resto della famiglia partita 2 mesi prima...)

 

Successivamente, dopo quasi 4 anni trascorsi a Tenerife (Palm Mar, nel sud, vicino al più conosciuto Los Cristianos) a fine Giugno 2019, abbiamo lasciato Tenerife per Valencia: sempre i soliti umani ed il solito cane, ma anche 4 gatti che avevamo acquisito nel tempo!;-)


Si dice che “il gatto sceglie la familia con cui vivere” e noi vivevamo in un appartamento al piano terra, facilissimo da raggiungere per qualsiasi gatto degno di tale nome: diciamo che quando hanno imparato a conoscerci, c’era la fila con i numeretti per essere accolto come “nuovo gatto della familia”!

 

Per me ed i nostri figli, Tenerife era un ottimo posto, anche se, forse, un pò “chiuso” per viverci sempre (ma anche a questo ci si può abituare e può piacere, però se pensate a trasferirvi su un'isola, valutate bene anche a questo aspetto: per una settimana non cambia niente ed è tutto piacevole, ma per anni può diventare opprimente!): è un’isola, non piccola, ma è laggiù, spersa in mezzo all’Oceano Atlantico, a 2 ore abbondanti di volo dalla Spagna peninsulare o 2-3 giorni di navigazione ed a ca. 4 ore e mezza di volo dall'Italia, quindi gli spostamenti verso “il continente”, possono essere economicamente favorevoli come prezzo (vedi le notevoli facilitazioni per i residenti, ma solo per i voli verso la Spagna peninsulare), ma assolutamente non da prendere alla leggera come tempi; per la mamma… non era solo “un pò chiuso”, ma una specie di prigione da cui, dopo quasi 4 anni, solo anelava ad evadere.


Ora, da inizio Luglio 2019, siamo a Valencia:

se al mondo esiste una città “a misura d’essere umano”, il suo nome è Valencia!

 

Parchi, piste ciclabili, storia, modernità, spiaggia, centri commerciali, negozi di tutti i tipi, trasporti pubblici perfettamente funzionanti ed abbastanza capillari come diffusione, collegamenti da e per le zone vicine, collegamenti stradali e autostradali, treni ad alta velocità, aeroporto e porto, spiagge grandissime ed alcune anche per i cani, zone con ville, zone con palazzi piccoli, zone con palazzi grandi, stradine strette e strade grandissime, scuole ed università di tutti i tipi, traffico intenso, ma sopportabile, ampie zone verdi, zone di lusso, zone medie, zone popolari, città grande, ma non eccessivamente… insomma, dire che ci si trova di tutto, per tutti i gusti e ci si vive benissimo, non è nessuna esagerazione.


Ribadisco: personalmente, mi trovavo bene anche in Tenerife Sud (una volta smesso di fare errori macroscopici), e le città non mi sono mai piaciute prima, ma Valencia piace anche a me!;-)

 

            Come ultima parte del riassunto del nostro trasferimento e motivazioni, chiarisco che non mi sono particolarmente soffermato sulle difficoltà incontrate in Spagna in alcuni campi o sui pregi in altri, come quello del trovare una casa in affitto, l’integrazione con i vicini che può essere buona o no, le interazioni con la pubblica amministrazione spagnola (che, credetemi, non ha niente da invidiare a quella italiana!), i documenti, la burocrazia, le tasse, la sanità, la scuola, lo stile talvolta portato all'eccesso di "mañana” e “no pasa nada”, il clima più rilassato e l’amore per le tapas, il costo accessibile di una birra in un locale…

Certe cose già le sai quando arrivi, certe altre puoi averle nel tuo DNA e ti risulteranno naturali, ad altre ti ci abitui a forza, alcune sono strepitosamente buone, ma ci sono anche quelle insopportabili ed a cui credo non ci potremmo mai abituare nemmeno vivendoci il resto della vita.


Valutazioni personali della nostra esperienza: in Spagna da Settembre 2015!

 

Quindi, alla fine, in Spagna, tutto bene? Tutto male?


    Né tutto bene, né tutto male: le poche righe che potevano chiudere l’articolo appena iniziato esprimono effettivamente la mia risposta alle domande iniziali, magari col bisogno di qualche piccola integrazione!

 

Com’è vivere in Spagna?


“Bello”, però consideriamo che la Spagna è grande, che al cambiare di zona, cambia il clima, cambia la gente, a volte anche la lingua (anche se il Castellano è quella ufficiale da tutte le parti, in Cataluña c'è il Catalán, nella Comunidad Valenciana c'è il Valenciá, nei Países Vascos c'è l'Euzkera... e non sono "dialetti", sono lingue in cui si usano anche i libri scolastici) ed in alcuni casi le leggi in materia, per esempio, fiscale.

 

Come italiano che vive in Spagna, cosa sento per l’Italia?


Sono italiano e tale mi sento e continuerò a sentirmi.

A volte, purtroppo, mi pare di essere, se non proprio abbandonato, perlomeno un tantino emarginato dal mio paese a causa di, per esempio, le lungaggini con il Consolato competente nel momento del bisogno (rifare i documenti può essere un'odissea temporale), però nemmeno mi passa per l'anticamera del cervello di rinunciare alla cittadinanza italiana per quella spagnola con l'idea di semplificarmi la vita.

Amo questo nuovo paese, ma il mio cuore resterà sempre “italiano”, però non rimpiango la scelta fatta, nonostante i tanti, tantissimi… (troppi!!!) errori fatti in questi anni.

Se potessi tornare indietro al 2015, mi organizzerei meglio per il trasferimento e, una volta arrivato, studierei più a fondo la situazione prima di intraprendere qualcosa, ma sarei veramente felice di ripetere l’esperienza di trasferirmi ugualmente!

 

Meglio la Spagna o l’Italia?


Per certe cose, usando le parole di mio padre, direi “accidenti al meglio”!

Sono due nazioni in cui fiscalmente ti assassinano (sempre che tu non vada in aree privilegiate come le Canarie), dove non è che “il lavoro ben retribuito” ti cada in mano, dove talvolta non siamo visti di buon occhio proprio perché siamo italiani (intendevo in Spagna!;-), però… in Spagna riesci a fare qualcosa di più che in Italia con gli stessi soldi e, se eviti di fare cavolate e tieni un comportamento corretto con gli altri, oltre, magari, a disporre di un piccolo capitale proprio che ti aiuti a superare i momenti bui, si riesce a vivere più rilassati che in Italia, anche se occorre adattarsi all’ambiente ed alle persone, perché ci sono anche “costumi che ti uccidono” (vedi il significato di “mañana” e “no pasa nada” applicato nella pratica).

 

Com’è la comunità italiana in Spagna?


“Fra gli italiani in Spagna ci sono persone sicuramente da conoscere e con cui mi piacerebbe fare amicizia, ma in generale non con tutti vorrei davvero passare del tempo.”

 Può sembrare un giudizio cattivo, forse invidioso o prevenuto e non so che altro, ma è un dato di fatto che fra le molte, moltissime brave persone, ci sia anche una percentuale non trascurabile di “sfollati” e “mezzi truffatori” che si accaniscono sugli altri italiani, in particolare quando sono appena arrivati e che contribuiscono non poco a creare una "mala fama" per tutti.

P. es., noi, in Tenerife, abbiamo avuto un’esperienza a dir poco disastrosa con quello che avrebbe dovuto essere il nostro “commercialista”, rivelatosi poi un truffatore che tutto era fuorché quello che diceva e sembrava essere.

Dotato di un sontuoso e modernissimo ufficio, poi ampliato negli anni, e all’apparenza super professionale e con ampissime conoscenze sui più vari argomenti, proprio da lui ho imparato a rispettare le persone che, pur magari lavorando in un settore da anni, ti dicono “questo, di preciso, non lo so: mi informo e ti faccio sapere” e poi ti chiamano e ti fanno davvero sapere!

Lui, invece, sapeva sempre tutto, con una prontezza impresionante, mai aveva dubbi ed in nessuna occasione ti trasmetteva insicurezza, era tranquillizzante in modo disarmante, conoscitore di usi e costumi locali, con agganci in tutti i posti e parlava varie lingue… faceva paura… ed avremmo dovuto avercela davvero!

Per la cronaca, ad un certo punto, da un giorno all'altro nel corso del 2018, è sparito, gli uffici erano chiusi e sotto sequestro, le chiacchiere dicevano "sparito con alcuni milioni di euro", brancate di persone inferocite a cercarlo, tutti quelli che fino al giorno prima lo idolatravano a vagare con sguardo assente o a fare finta di niente (e, magari, contando i proventi della loro parte dell'affare inaspettatamente "saltato")... di lui, mai più saputo niente!


Quanto sopra è un aneddoto reale: in pratica, essendo italiano all’estero, non puoi fare a meno di legare con altri italiani, sia per mantenere viva in te la lingua che i costumi della tua nazione, ma valuta bene con chi leghi, perché un conto è bere una birra insieme una volta o due, un altro conto è essere davvero amici… e qua in Spagna si concentra anche parte della popolazione italiana che ha fatto della caccia al pollo la sua arte!

 

Ci sono, poi, anche quelli, sempre italiani, che sembrano dedicarsi sui gruppi Facebook e simili a distruggere il morale di altri che fanno domande: a volte, ci sono domande da sprovveduti o vengono fatte per comodità e non disturbarsi a cercare informazioni in altri modi, ma maltrattare o assalire verbalmente altre persone, magari insicure ed in cerca di aiuto o ispirazione, mi è sempre sembrato un comportamento indegno e metterei anche questi nel cesto di quelli “da evitare”.


Sempre sui social, si possono poi trovare offerte di aiuto sincere o servizi professionali a pagamento che, per chi ne ha necessità e li sceglie, possono essere un'ottima alternativa allo sbattersi la testa personalmente fra vari uffici e con una lingua non ben conosciuta, però ci sono persone che ne parlano sistematicamente male, come sentendosi portatori di un'indiscussa superiorità per essere riusciti a fare da soli cose che, magari, altri non vogliono o non possono dedicarsi a fare.


 

A disposizione per eventuali approfondimenti, un saluto a tutti!

 

Carlo


PS

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