mercoledì 8 giugno 2022

Dall'Italia alla Spagna: le origini di una scelta!

 Essere Italiani e vivere in Spagna...

 

·      Com’è vivere in Spagna?

o   Come italiano che vive in Spagna, cosa sento per l’Italia?

§  Meglio la Spagna o l’Italia?

·      Com’è la comunità italiana in Spagna? 



 


Domande, fra le tante, che legittimamente ci poniamo, quando si pensa ad un trasferimento o si vuole redarre il bilancio di quello già fatto!

 

Quali potrebbero essere le risposte?

 

Ad esempio:

    “È bello viverci e anche se il mio cuore resterà sempre in Italia, dove ho vissuto per 50 anni, non rimpiango la scelta fatta.

    Secondo me, in Spagna si riesce a vivere più rilassati che in Italia, anche se occorre adattarsi all’ambiente e non sempre siamo visti di buon occhio dagli spagnoli.

    Fra gli italiani in Spagna ci sono persone sicuramente da conoscere e con cui fare amicizia, ma non con tutti vorrei davvero passare del tempo e da molti è bene starne lontani.”

 

E così potrei già avere finito questo nono articolo del blog, dandogli un’impronta telegrafica e lasciando un clima d'incertezza, con la strada aperta a molte altre domande...

 

…però sono sempre qui, armato della speranza che questi “sforzi epistolari” siano letti e possano essere di aiuto a qualcuno che vuole trasferirsi, che lo abbia già fatto o che anche solo lo stia valutando, quindi non posso limitarmi ad una descrizione così schematica!


    Cosa ci motiva a cambiare paese? Le origini di una scelta!


Innanzitutto, bisognerebbe analizzare le motivazioni che spingono una persona a lasciare la sua nazione d’origine per andare a vivere in un’altra, ma queste sono essenzialmente cose personali e che altri non possono conoscere a priori: posso provare a illustrare le mie, ma possono benissimo essere ragioni che avrebbero convinto altri a restare in Italia invece che ad andarsene, soprattutto perché non ci sono SOLO le motivazioni, ma anche le valutazioni che ciascuno fa delle stesse!

 

Personalmente partirei, visto che ormai sono in Spagna da quasi 7 anni, dall’ormai “lontano” Settembre 2015, chiedendomi come sia nata questa idea e se mi pento o no della scelta fatta!

 

In Italia il lavoro ce l’avevamo e non andava nemmeno male: vivevamo in Follonica, una piccola città della Toscana, in provincia di Grosseto, in riva al mare nell’omonimo Golfo di Follonica, in una casa a ca. 80 metri dalla spiaggia; eravamo titolari di un’agenzia immobiliare (“Agenzia Immobiliare 2C di Nobili Carlo”, ormai chiusa da anni, ma ancora reperibile nelle ricerche su Google) e la nostra attività si svolgeva in un locale di nostra proprietà, quindi non eravamo nemmeno tartassati dalle spese di affitto.


Quindi, riassumendo: avevamo il lavoro ed avevamo casa vicino al mare. La mancanza di lavoro o del mare NON ci hanno spinto a cambiare!

 

Ci occupavamo principalmente di compravendite, affitti estivi ed amministrazione condomini, con la particolarità che nel 2003 (anno dal quale siamo rimasti soli io e mia moglie, dopo la liquidazione del socio che avevamo avuto in precedenza per qualche anno, epoca in cui, con colmo di originalità, ci chiamavamo “2C Immobiliare SRL”) si trattava quasi esclusivamente di affitti estivi (con clienti principalmente proveniente dalle provincia interne della Toscana -Firenze, Arezzo, Siena), mentre con il passare degli anni si è notato un calo mostruoso degli stessi, sia in senso assoluto che di durata del periodo medio del soggiorno, passando da 1 mese / 2 settimane a 1 settimana o alcuni giorni, preferibilmente nel fine settimana (evoluzione del turismo di zona in 13 anni: un cambio assoluto nei costumi!)


Fa quasi impressione il pensare che ancora nel 2003 ci fosse molta gente che fissava la casa al mare per 2 o 3 mesi e proprietari che si rifiutavano categoricamente di affittare per periodi inferiori ad 1 mese, mentre già nel 2015 era difficile trovare soggiorni più lunghi di 2 settimane ed i proprietari accettavano senza problemi quelli di una settimana, anche se non li gradivano di durata inferiore!


Nello stesso periodo, limitandosi alla nostra diretta esperienza in Follonica, i clienti esteri erano veramente pochissimi: qualche tedesco o svizzero, niente di più!

 

In quegli anni, però, siamo però stati in espansione per quanto riguardava le amministrazioni condominiali, passando dal primo condominio acquisito nel 2003 a 30 nel 2012 e, successivamente, mantenendosi su tale livello, con un limitato avvicendamento.

 

Nella "ridente cittadina", in cui c’era sempre stata una guerra abbastanza spietata fra le agenzie immobiliari per avere appartamenti in gestione e/o in vendita, si era nel frattempo scatenata anche la guerra dei prezzi per le amministrazioni condominiali, con preventivi sempre più stracciati offerti dai molti che entravano nuovi nel mercato e seguiti da altri che già c’erano per tentare di mantenere le posizioni, mentre a livello di responsabilità, adempimenti vari (fiscali, di sicurezza, sicurezza sul lavoro, privacy etc.), necessità e richieste da parte dei condomini, si registrava un aumento progressivo e talvolta schiacciante.

 

D’altra parte, in una città di 22000 abitanti con ca. 10000 seconde case, molte delle quali venivano affittate in estate, con le industrie della zona sempre più in crisi, dovrebbe essere abbastanza logico pensare che se volevi viverci, le possibilità di scelta sulle attività da fare erano abbastanza limitate... però dovrebbe essere anche abbastanza chiaro che la "guerra dei prezzi" in un libero mercato, anche se inizialmente giova a qualcuno (agli utenti, che risparmiano), a lungo andare non giova a nessuno!

Non mi metto a spiegare i motivi, ma non credo ci voglia un genio per capirlo! Facciamo conto che si tratti di un lavoro dipendente: quanti sono disposti a continuare se ogni mese ti aumentano l'orario e ti riducono lo stipendio, assegnandoti sempre più mansioni di responsabilità di cui dovrai rispondere civilmente e penalmente in caso di problemi?

 

Sulla zona, c’è da dire che che moltissimi appartamenti sono proprietà di persone che vivono da altre parti, quindi, l’amministratore di condominio, spesso, "ai vecchi tempi", veniva ad essere un qualcosa di più del solo “rappresentante legale del condominio”, ma si instaurava un legame di fiducia con le persone che ti trattavano più come un amico in zona che come una figura necesaria per i soli adempimenti di legge.


Comunque sia, calo affitti, ma aumento di condomini: si riusciva a ricavarci “uno stipendio decoroso”, con il quale vivere senza problemi.

 

C’era, però, sempre un senso di incompletezza e ad un certo punto, è risultato evidente che sarebbe stata necessaria una modifica sostanziale nel nostro sistema di gestione aziendale, un qualcosa tipo un cambio radicale nella gestione di quel che avevamo, abbinato con una spinta all’espansione: si stava profilando all’orizzonte il terrificante “espandersi o sparire”!


Proprio in questo periodo, in famiglia abbiamo iniziato a pensare a come sarebbe stato andare a vivere in un altra nazione ed a quale potesse essere… e, dopo una precedente esperienza vacanziera risalente al 2011, abbiamo deciso di fare un secondo viaggio a Tenerife nel 2014.

 

In conseguenza di questi pensieri, non abbiamo mai approfondito la trasformazione necessaria per rimanere in attività a Follonica, ma siamo arrivati a fine 2014 in cui abbiamo deciso di partire per Tenerife (finito l'anno scolastico) ed all’estate 2015 in cui siamo davvero partiti.

Questi mesi sono stati i più difficili, perché abbiamo dovuto affrontare scelte impopolari e sicuramente deleterie per la nostra attività, evitando di impegnarci in nuove acquisizioni in più di un'occasione e, oltre un certo limite, dovendo pure fornire le motivazioni (...il prossimo trasferimento): in pratica, stavamo imponendoci un blocco all'espansione, senza poter lasciare tutto da un giorno all'altro, ci stavamo facendo danni da soli!

 

Curioso è stato l’atteggiamento dei primi condomini (“i clienti”, in questo caso) che hanno saputo della nostra prossima partenza: subito a pensare che si scappasse con “i loro soldi”, anche se in prima fila c’erano proprio quelli sempre in ritardo con il pagamento delle quote ed il relativo conto corrente condominiale avesse un saldo prossimo allo zero assoluto!

Ad onor del vero, va detto che in Follonica già c'erano stati alcuni casi di sparizioni di amministratori con relative casse condominiali e che i biechi sospetti avrebbero anche potuto essere stati legittimi, se presentati in un certo modo, però che proprio chi ha sempre, per anni, fatto problemi per pagare, crei la "fazione condominiale" per fare la guerra "al bastardo amministratore che ci lascia soli", fomenti il clima "rivoluzionario" per cui "si deve smettere di pagare per evitare che quello ci rubi i nostri soldi" e che per di più altri che ce l'hanno sempre avuta a morte con lui lo seguano nelle sue evoluzioni mentali, mi è sempre risultato curioso!

 

Comunque, passato il primo periodo di agitazione, siamo riusciti a fare le dovute assemblee con la chiusura dei bilanci (praticamente, 9 mesi ci sono voluti!), i passaggi di consegne con gli amministratori subentranti, chiuso i conti aperti e siamo partiti per Tenerife, senza nessuna finanziamento illecito condominiale (dicesi senza aver ladrato niente).


In effetti, dopo anni, anche con quelli che erano stati anche "personaggi un pò particolari" in seno ad alcuni condomini durante il periodo di attività, siamo addirittura diventati "amici" e ci scambiamo notizie o parliamo con piacere sia sui Social che personalmente, se ci incontriamo.

C'è addirittura chi ha fatto coincidere l'occasione di una vacanza lontano dall'Italia con un'occasione per incontrarci e trascorrere delle piacevoli ore insieme: cosa assolutamente inattesa, ma assolutamente gradita. Anche qui, utilizzando un detto delle mie parti, c'è da dire "...vai a giudicá la vacca a giace"!;-)


Presa la decisione, chiuso tutto, partiti e arrivati... e ora?

 

Non sto a ripetere le esperienze di viaggio, arrivo etc., perché già ne parlo diffusamente in un altro articolo di questo blog, però, visto che eravamo andati in un’altra parte di mondo, abbiamo deciso di dedicarci (subito!!!) ad un’attività differente da quella sempre fatta… e questa non è stata una buona scelta (in particolare l’averlo voluto fare subito!!!), in quanto abbiamo, si, accumulato esperienza, ma anche fregature e perso troppo finanziariamente.

 

Successivamente, ci siamo resi conto di quanto sarebbe stato produttivo prendersi “l’anno sabbatico” (cosa che, nostri amici conosciuti in seguito, hanno avuto il coraggio, BEATI LORO, di prendere) e valutare cosa e come fare, invece di buttarsi a fare qualcosa senza previa attenta valutazione… ma ormai l’avevamo fatta!

 

Il problema ancora più grosso?

Non essere riusciti a limitare i danni sganciandosi in modo veloce e decoroso, ed essere stati per un lungo periodo in balia di altre persone di dubbia affidabilità, senza mai aver avuto la forza o la capacità d’imporre una linea “personalizzata” a quel che stavamo facendo (la gestione di un locale), ritrovandosi alla deriva in un paese lontano “da casa”, con figli piccoli e voler continuare a tenere i piedi in due staffe (Italia e Spagna): a quell’epoca, vivevamo a Tenerife, ma “casa” era ancora “l’Italia”.

 

Successivamente ci siamo “sganciati” dalle attività “zavorra” e rientrati nel vecchio settore: è chiaro che fra Italia e Spagna ci sono differenze che a volte appaiono incomprensibili, però, vivendo in un posto, ci si deve adattare a norme e costumi di quel posto e non si può pretendere che il posto si adatti a noi.

L’impronta personalizzata alla tua attività devi dargliela, però devi anche essere cosciente e rispettare dove operi!

 

Una cosa mi sono dimenticato fino ad ora: la composizione familiare alla partenza dall’Italia ed il tipo di viaggio!

Padre (io – 50 anni), madre (48 anni), 3 figli (7, 9 e 13 anni), oltre ad un cane di 3 anni e mezzo: madre e le due figlie partite in aereo con la nonna come supporter provvisorio ed io con figlio e cane al seguito, in auto e via mare.

Anche se pochissimo tempo dopo la partenza abbiamo avuto un incidente in auto causato da un mio colpo di sonno (impatto "tangenziale" con il "guard rail" con danni ad entrambe le portiere laterali destre), devo dire che quel viaggio che da Follonica mi ha portato a Tenerife attraversando Francia e Spagna e con uno sportello posteriore legato per evitare che si aprisse causa la rottura della maniglia, la macchina ed il portabagagli stipati di bagagli, accompagnato da mio figlio di 13 anni e dal cane, è stato uno dei più belli che abbia mai fatto: ancora oggi, ne parliamo con piacere e ci ricordiamo praticamente ogni passo che abbiamo fatto. (Una tappa in Francia, una a Valencia, una a Jerez de la Frontera, 3 notti in nave... l'arrivo a Santa Cruz de Tenerife, la magia del rincontrarsi con il resto della famiglia partita 2 mesi prima...)

 

Successivamente, dopo quasi 4 anni trascorsi a Tenerife (Palm Mar, nel sud, vicino al più conosciuto Los Cristianos) a fine Giugno 2019, abbiamo lasciato Tenerife per Valencia: sempre i soliti umani ed il solito cane, ma anche 4 gatti che avevamo acquisito nel tempo!;-)


Si dice che “il gatto sceglie la familia con cui vivere” e noi vivevamo in un appartamento al piano terra, facilissimo da raggiungere per qualsiasi gatto degno di tale nome: diciamo che quando hanno imparato a conoscerci, c’era la fila con i numeretti per essere accolto come “nuovo gatto della familia”!

 

Per me ed i nostri figli, Tenerife era un ottimo posto, anche se, forse, un pò “chiuso” per viverci sempre (ma anche a questo ci si può abituare e può piacere, però se pensate a trasferirvi su un'isola, valutate bene anche a questo aspetto: per una settimana non cambia niente ed è tutto piacevole, ma per anni può diventare opprimente!): è un’isola, non piccola, ma è laggiù, spersa in mezzo all’Oceano Atlantico, a 2 ore abbondanti di volo dalla Spagna peninsulare o 2-3 giorni di navigazione ed a ca. 4 ore e mezza di volo dall'Italia, quindi gli spostamenti verso “il continente”, possono essere economicamente favorevoli come prezzo (vedi le notevoli facilitazioni per i residenti, ma solo per i voli verso la Spagna peninsulare), ma assolutamente non da prendere alla leggera come tempi; per la mamma… non era solo “un pò chiuso”, ma una specie di prigione da cui, dopo quasi 4 anni, solo anelava ad evadere.


Ora, da inizio Luglio 2019, siamo a Valencia:

se al mondo esiste una città “a misura d’essere umano”, il suo nome è Valencia!

 

Parchi, piste ciclabili, storia, modernità, spiaggia, centri commerciali, negozi di tutti i tipi, trasporti pubblici perfettamente funzionanti ed abbastanza capillari come diffusione, collegamenti da e per le zone vicine, collegamenti stradali e autostradali, treni ad alta velocità, aeroporto e porto, spiagge grandissime ed alcune anche per i cani, zone con ville, zone con palazzi piccoli, zone con palazzi grandi, stradine strette e strade grandissime, scuole ed università di tutti i tipi, traffico intenso, ma sopportabile, ampie zone verdi, zone di lusso, zone medie, zone popolari, città grande, ma non eccessivamente… insomma, dire che ci si trova di tutto, per tutti i gusti e ci si vive benissimo, non è nessuna esagerazione.


Ribadisco: personalmente, mi trovavo bene anche in Tenerife Sud (una volta smesso di fare errori macroscopici), e le città non mi sono mai piaciute prima, ma Valencia piace anche a me!;-)

 

            Come ultima parte del riassunto del nostro trasferimento e motivazioni, chiarisco che non mi sono particolarmente soffermato sulle difficoltà incontrate in Spagna in alcuni campi o sui pregi in altri, come quello del trovare una casa in affitto, l’integrazione con i vicini che può essere buona o no, le interazioni con la pubblica amministrazione spagnola (che, credetemi, non ha niente da invidiare a quella italiana!), i documenti, la burocrazia, le tasse, la sanità, la scuola, lo stile talvolta portato all'eccesso di "mañana” e “no pasa nada”, il clima più rilassato e l’amore per le tapas, il costo accessibile di una birra in un locale…

Certe cose già le sai quando arrivi, certe altre puoi averle nel tuo DNA e ti risulteranno naturali, ad altre ti ci abitui a forza, alcune sono strepitosamente buone, ma ci sono anche quelle insopportabili ed a cui credo non ci potremmo mai abituare nemmeno vivendoci il resto della vita.


Valutazioni personali della nostra esperienza: in Spagna da Settembre 2015!

 

Quindi, alla fine, in Spagna, tutto bene? Tutto male?


    Né tutto bene, né tutto male: le poche righe che potevano chiudere l’articolo appena iniziato esprimono effettivamente la mia risposta alle domande iniziali, magari col bisogno di qualche piccola integrazione!

 

Com’è vivere in Spagna?


“Bello”, però consideriamo che la Spagna è grande, che al cambiare di zona, cambia il clima, cambia la gente, a volte anche la lingua (anche se il Castellano è quella ufficiale da tutte le parti, in Cataluña c'è il Catalán, nella Comunidad Valenciana c'è il Valenciá, nei Países Vascos c'è l'Euzkera... e non sono "dialetti", sono lingue in cui si usano anche i libri scolastici) ed in alcuni casi le leggi in materia, per esempio, fiscale.

 

Come italiano che vive in Spagna, cosa sento per l’Italia?


Sono italiano e tale mi sento e continuerò a sentirmi.

A volte, purtroppo, mi pare di essere, se non proprio abbandonato, perlomeno un tantino emarginato dal mio paese a causa di, per esempio, le lungaggini con il Consolato competente nel momento del bisogno (rifare i documenti può essere un'odissea temporale), però nemmeno mi passa per l'anticamera del cervello di rinunciare alla cittadinanza italiana per quella spagnola con l'idea di semplificarmi la vita.

Amo questo nuovo paese, ma il mio cuore resterà sempre “italiano”, però non rimpiango la scelta fatta, nonostante i tanti, tantissimi… (troppi!!!) errori fatti in questi anni.

Se potessi tornare indietro al 2015, mi organizzerei meglio per il trasferimento e, una volta arrivato, studierei più a fondo la situazione prima di intraprendere qualcosa, ma sarei veramente felice di ripetere l’esperienza di trasferirmi ugualmente!

 

Meglio la Spagna o l’Italia?


Per certe cose, usando le parole di mio padre, direi “accidenti al meglio”!

Sono due nazioni in cui fiscalmente ti assassinano (sempre che tu non vada in aree privilegiate come le Canarie), dove non è che “il lavoro ben retribuito” ti cada in mano, dove talvolta non siamo visti di buon occhio proprio perché siamo italiani (intendevo in Spagna!;-), però… in Spagna riesci a fare qualcosa di più che in Italia con gli stessi soldi e, se eviti di fare cavolate e tieni un comportamento corretto con gli altri, oltre, magari, a disporre di un piccolo capitale proprio che ti aiuti a superare i momenti bui, si riesce a vivere più rilassati che in Italia, anche se occorre adattarsi all’ambiente ed alle persone, perché ci sono anche “costumi che ti uccidono” (vedi il significato di “mañana” e “no pasa nada” applicato nella pratica).

 

Com’è la comunità italiana in Spagna?


“Fra gli italiani in Spagna ci sono persone sicuramente da conoscere e con cui mi piacerebbe fare amicizia, ma in generale non con tutti vorrei davvero passare del tempo.”

 Può sembrare un giudizio cattivo, forse invidioso o prevenuto e non so che altro, ma è un dato di fatto che fra le molte, moltissime brave persone, ci sia anche una percentuale non trascurabile di “sfollati” e “mezzi truffatori” che si accaniscono sugli altri italiani, in particolare quando sono appena arrivati e che contribuiscono non poco a creare una "mala fama" per tutti.

P. es., noi, in Tenerife, abbiamo avuto un’esperienza a dir poco disastrosa con quello che avrebbe dovuto essere il nostro “commercialista”, rivelatosi poi un truffatore che tutto era fuorché quello che diceva e sembrava essere.

Dotato di un sontuoso e modernissimo ufficio, poi ampliato negli anni, e all’apparenza super professionale e con ampissime conoscenze sui più vari argomenti, proprio da lui ho imparato a rispettare le persone che, pur magari lavorando in un settore da anni, ti dicono “questo, di preciso, non lo so: mi informo e ti faccio sapere” e poi ti chiamano e ti fanno davvero sapere!

Lui, invece, sapeva sempre tutto, con una prontezza impresionante, mai aveva dubbi ed in nessuna occasione ti trasmetteva insicurezza, era tranquillizzante in modo disarmante, conoscitore di usi e costumi locali, con agganci in tutti i posti e parlava varie lingue… faceva paura… ed avremmo dovuto avercela davvero!

Per la cronaca, ad un certo punto, da un giorno all'altro nel corso del 2018, è sparito, gli uffici erano chiusi e sotto sequestro, le chiacchiere dicevano "sparito con alcuni milioni di euro", brancate di persone inferocite a cercarlo, tutti quelli che fino al giorno prima lo idolatravano a vagare con sguardo assente o a fare finta di niente (e, magari, contando i proventi della loro parte dell'affare inaspettatamente "saltato")... di lui, mai più saputo niente!


Quanto sopra è un aneddoto reale: in pratica, essendo italiano all’estero, non puoi fare a meno di legare con altri italiani, sia per mantenere viva in te la lingua che i costumi della tua nazione, ma valuta bene con chi leghi, perché un conto è bere una birra insieme una volta o due, un altro conto è essere davvero amici… e qua in Spagna si concentra anche parte della popolazione italiana che ha fatto della caccia al pollo la sua arte!

 

Ci sono, poi, anche quelli, sempre italiani, che sembrano dedicarsi sui gruppi Facebook e simili a distruggere il morale di altri che fanno domande: a volte, ci sono domande da sprovveduti o vengono fatte per comodità e non disturbarsi a cercare informazioni in altri modi, ma maltrattare o assalire verbalmente altre persone, magari insicure ed in cerca di aiuto o ispirazione, mi è sempre sembrato un comportamento indegno e metterei anche questi nel cesto di quelli “da evitare”.


Sempre sui social, si possono poi trovare offerte di aiuto sincere o servizi professionali a pagamento che, per chi ne ha necessità e li sceglie, possono essere un'ottima alternativa allo sbattersi la testa personalmente fra vari uffici e con una lingua non ben conosciuta, però ci sono persone che ne parlano sistematicamente male, come sentendosi portatori di un'indiscussa superiorità per essere riusciti a fare da soli cose che, magari, altri non vogliono o non possono dedicarsi a fare.


 

A disposizione per eventuali approfondimenti, un saluto a tutti!

 

Carlo


PS

Tutti gli adempimenti burocratici (NIE, SIP, Empadronamiento, Seguridad Social, Scuola, casa, affitto, attività, lavoro, tasse etc.) possono essere effettuati personalmente o avvalendosi di servizi altrui: noi, ad esempio, offriamo sia consulenze gratuite (telefoniche o in videochat), che servizi di consulenza ed assistenza a pagamento, specialmente relazionati al settore immobiliare e dei documenti. Alcune cose le facciamo direttamente, per altre ricorriamo a collaboratori: l'importante è essere chiari nel definire le esigenze e stabilire il miglior modo di procedere.

martedì 31 maggio 2022

Comprare casa in Spagna

 Voglio comprare casa (o altri tipi di proprietà) in Spagna!

Approfondimento immobiliare, con tasse, imposte e altre considerazioni.



In un precedente articolo ho parlato di “casa”, con particolare riferimento all’affitto ed alle difficoltà che spesso si incontrano: a questo giro parlerò di immobili, ma in modo più specifico riferito all’acquisto.

 

Per acquistare un immobile in Spagna: cosa valutare?

 

Secondo i dati statistici (INE), nel primo trimestre 2022, il rendimento lordo medio di un appartamento (o casa o ecc.) in affitto in Spagna (rapportato al totale delle spese di acquisizione) è del 7,1%; per un immobile commerciale si arriva al 11%; per un garage siamo intorno al 5-6%.

 

Assolutamente “non male”, dal punto di vista di investimento… e se poi ci aggiungiamo che si può fare di meglio sfruttando “l’effetto leva” e/o selezionando un particolare target di clientela, diventa addirittura fantastico!!!

 

Da considerare comunque che i dati precedenti sono “una media” su tutto il territorio spagnolo, quindi potremmo fare meglio, anche “molto meglio”, ma anche peggio o “molto peggio” e questo non dipende solo dalla zona, ma anche dalle nostre aspettative e capacità, oltre che da un pò di immancabile fortuna.

 

Analizziamo il caso di un “normale cittadino”, che vuole acquistare un immobile (un così detto “activo inmobiliario”) in un centro abitato (appartamento, casa, garaje, locale commerciale).

 

Possono presentarsi, come sempre, diverse “motivazioni tipo” per l’acquisto:

a)     voler investire in immobili da mettere “a reddito”, con la conseguente destinazione ad affitto residenziale per brevi o lunghi periodi, turistico o commerciale;

b)    voler acquistare un immobile da adibire ad uso proprio;

 

che andranno combinate con il legame che si ha con la Spagna:

a)     non avere assolutamente intenzione di risiederci;

b)    viverci provvisoriamente, ma già sapendo che in un prossimo futuro ce ne andremo (per rientrare in Italia o cambiare ancora nazione); 

c)     esserci per viverci e restarci a tempo indefinito.

 

In qualsiasi combinazione ci troviamo (aa, ab, ac, ba, bb, bc), il consiglio base è quello di pensare bene e pianificare sempre cosa e perché vogliamo comprare, in modo da agire, nei limiti del possibile, in base ad un piano elaborato e non affidarsi all’impulso.

 

Se il vostro caso è quello di mancanza di un piano personalizzato e non sapete da che parte iniziare, potete rivolgervi a noi per parlarne e elaborarne la realizzazione (…e qui sto parlando di servizi di consulenza ed altri connessi, che esulano dai fini propri del blog!).

 

Comunque: “Un mio amico ha…”, “uno che conosco è riuscito a…”, “mi hanno detto che quello…” etc. etc.: tutto bello e tutto, magari, anche vero, però…

 

RICORDA che TU SEI TU… E LUI È LUI!

 

Non è assolutamente detto che quel che è bene per “LUI/LEI” lo sia anche per “TE.

 

Potrebbe andarti meglio o peggio e questo potrai valutarlo solo a posteriori;

l’unica cosa praticamente certa, è che per TE non andrà mai esattamente come a LUI (o LEI)!

 

Anche a parità di condizioni esterne ed economiche, ci sono sempre le variabili imponderabili, gliIMPREVISTI (che, per la loro stessa natura, non si può sapere cosa siano né quando o come si presenteranno, ma è ragionevole presumere che prima o poi si manifesterannoe quelle legate alla tua persona (SITUAZIONE FAMILIARE, LAVORATIVA, TOLLERANZA AL RISCHIO, GUSTI PERSONALI etc….).

 

Sono tanti gli aspetti da valutare quando si vuole acquistare un immobile e non è sempre facile tenere conto di tutte le variabili coinvolte:

l’analisi comportamentale ci dice che, quasi sempre, decidiamo d’impulso, nei primi istanti di una visita, per l’acquisto più importante della nostra vita e, a posteriori, cerchiamo le ragioni per giustificare la scelta, anche (o soprattutto) di fronte a noi stessi.

 

A volte ci va proprio bene, molte volte raggiungiamo “un compromesso” più o meno ragionevole fra quelle che erano le pretese iniziali ed il risultato finale, altre volte ce ne pentiamo e non sappiamo come uscirne decorosamente.

 

Valutare tutto, è ancora meno facile se siamo arrivati da poco in un paese diverso da quello in cui abbiamo sempre vissuto, con propri usi e costumi, DI CUI SPESSO NON ABBIAMO CONOSCENZA, ma che, chissà perché, diamo per scontato siano uguali a quelli a cui siamo abituati.

 

Nel valutare l’acquisto, ai primi posti ci sono da cosiderare:

-       utilizzo previsto dell’immobile;

-       zona in cui si trova;

-       spese per l’acquisto;

-       spese successive all’acquisto… (come eventuali ristrutturazioni);

-       successive spese di gestione “fisse” (comunidad, IBI, basura);

-       esistenza o meno delle “derramas” e di chi debba pagarle (accantonamenti per futuri lavori nel condominio).

Non includo le spese relative ai “consumi” una volta che saremo proprietari, anche se è bene tenerne conto e ricordarsi che la qualificazione energetica di un immobile non è solo una lettera dell’alfabeto (A, B, C…), ma anche e soprattutto un indice del flusso di uscita dei soldi per pagare le fatture dal proprio conto corrente!

 

Non sono i soli aspetti che è bene valutare ed alcune cose con cui in seguito ci troveremo a confrontarci, obiettivamente, non ci sarebbero mai venute in mente… siccome, però, sono quelli da cui partire, che almeno questi siano ben chiari!

 

Con riferimento alla “zona”, intendo non solo “centro” o “periferia”, ma anche la regione: diverso è il mercato immobiliare in Madrid, Sevilla, Barcelona o Valencia rispetto a quello delle isole (Canarie o Baleari) o a quello delle zone interne della Spagna.

 

Quando ci siamo decisi per la macrozona (cioè la parte della Spagna in cui andare), il valore di un immobile (quello a cui ce lo presentano e/o quello che noi gli attribuiamo) dipende da tre fattori fondamentali:

 

-       la posizione ,

§  la posizione ,

o   la posizione!

 

Non si tratta di uno scherzo, né di un errore: il fattore che influenza in maniera assolutamente fondamentale la decisione all’acquisto e il prezzo di un immobile è LA POSIZIONE, praticamente tutto il resto passa in secondo piano!

 

Se è per uso proprio, assolutamente legittimo è chiedersi “se sia dove voglio vivere”, “mi piace la zona?” “ci sono scuole vicine per i miei figli? Che scuole?” etc.; se è per puro investimento, dovremmo invece esere in grado di astrarre da quelli che sono i nostri personali gusti e valutare “con freddezza” se sia affittabile, a quanto, con quanta rapidità, a che tipología di clienti e con quale ampiezza di mercato etc.

 

Può sempre accadere che, una volta comprato, mi accorga che non è l’immobile che fa per me: in questo caso, mi accorgo di quanto sarebbe stato meglio se avessi valutato il fattore “posizione” combinato con la mia situazione personale, senza lasciarmi guidare dall’impulso!

 

Magari, aver indagato di più o essersi affidati ad un consulente professionale con il quale discutere le mie esigenze specifiche e dal quale farmi guidare, poteva costarmi un pò, ma potevo trovare una soluzione molto più mirata!

 

Ci sono, poi, altri aspetti dell’acquisto immobiliare e che non dobbiamo assolutamente dimenticare:

 

LA SPAGNA NON È L’ITALIA!!!

 

Es., la fiscalità immobiliare e l’agenzia: anche se nessuno mi obbliga a ricorrere ad un’agenzia, almeno dalla parte fiscale non si scappa e… non è detto che l’agenzia comporti aggravi di prezzo all’intera operazione.

 

Come detto, la Spagna NON è l’Italia: in Spagna, per esempio, l’intero importo fatturato dall’agenzia si detrae fiscalmente, in fase di calcolo della plusvalenza di un’operazione di vendita.

 

Tante sono le domande e gli enti connessi con la compravendita immobiliare: vediamo di esaminarne alcuni/e, fermo restando che non è un elenco esaustivo e che sono disponible a dare chiarimenti a chi ne abbia bisogno o volontà di chiederli. 

 

Conviene comprare e rivendere rapidamente?

Diciamo che se l’investitore ha le risorse per farlo, è un gioco interessante e che può dare dei ritorni interessanti: esistono casi di esenzione dal pagamento delle imposte, ma sono pochi (es., quando si vende un immobile e si impiega tutto il ricavato per comprarne un altro entro 2 anni, entrambi adibiti a residenza).

La tassazione sui guadagni di una vendita immobiliare come “persona fisica” IRPF è 19% fino a 6000€; 21% da 6000 a 50000€; 23% da 50000 a 200000€.

La plusvalía municipal, in una vendita rápida, praticamente è nulla.

 

Quanto si paga di tasse in fase di acquisto?

Le percentuali sono mutevoli con il mutare della Comunidad Autonoma: nella Comunidad Valenciana, si paga ca. un 12% di tasse ed imposte, a cui aggiungere eventuale onorario per l’immobiliare (3%+IVA) e servizi particolari di asesoría (la percentuale è più alta per immobili di basso costo, visto che ci sono alcune spese che non si modificano molto con il valore).

 

Quanto costa il notaio?

Il notaio in se, non molto: da 300 - 500 – 800 – 1000€ o più, anche in funzione del valore. Sono le imposte che fanno levitare il valore e che, in Spagna (…che non è l’Italia!;-), il Notaio normalmente non trattiene per versarle al fisco. 

 

Se ho dei soldi disponibili, che faccio?

Valuta bene (o valutalo insieme con il tuo consulente/agente /asesor) il rendimento potenziale prima di investirli.

 

È meglio comprare con hipoteca (mutuo) o “pago de contado”?

Fermo restando che l’ipoteca 100% è un evento rarissimo, una parte di solito corrispondente al 20% dovrai sempre apportarla (mutui normali con tetto 80%), a cui aggiungere il 12-15% di spese accessorie, quindi su un immobile da 100.000€, che ti potrà costare alla fine sui 112000-115000€, almeno dai 32000 ai 35000 € dovrai comunque metterceli di tasca tua (Com. Val.).

Se sei nelle condizioni di poter pagare “al contado” l’intero prezzo, sta solo a te valutare l’opportunità o meno del fatto… e, comunque, sarebbe il tipo di discorso da affrontare con l’agente/consulente serio, fra cui valutare anche eventuali “effetti leva”, aspettative di rendimento etc., invece se ti necessita un mutuo, sempre cerca di avvalerti della consulenza seria e tieni presente che se il finanziamento venisse in parte da mutuo ipotecario ed in parte da finanziamento personale, le due cose hanno "tipos de interés" (tassi) sensibilmente diversi!

 

Se hipoteca, prima di tutto, me la danno?

Dipende dai parametri reddituali, dalle garanzie personali, da eventuali garanti e dalla residenza (se in Spagna o in altra nazione). Ciascun caso ha una sua valutazione specifica: anche il limite “max 80%” per residente o “max 70%” per non residente, possono essere rivisti, ma non è certo un caso generale!

 

E … a tasso fisso o variabile?

Con le evoluzioni del EURIBOR, l’inflazione etc., fortunato chi, nei mesi scorsi, ha ottenuto un’ipoteca a tasso fisso del 2%, ora è assolutamente necessario studiare la situazione per non ritrovarsi con brutte sorprese.

 

Il prestito è meglio chiederlo in Italia o in Spagna?

Se l’immobile è in Spagna, è, almeno per ora, assolutamente meglio ottenere il mutuo in Spagna anche se non ci sei residente: le condizioni sono migliori (di solito).

 

Cosa si offre in garanzia e che requisiti ci sono?

Normalmente, la garanzia è l’immobile oggetto del contratto e sarebbe bene che fosse solo quello e non tutti gli altri eventuali beni presenti o futuri posseduti: leggere prima di firmare e chiedere spiegazioni su aspetti dubbiosi (ora è anche diventato obbligo di legge che il notaio spieghi le clausole in anticipo… non è questo il momento di avere fretta e “mi dicha dove devo firmare”)!

Come requisiti, il primo è che le rate del prestito non superino il 30% del totale delle entrate familliari e che quello che resta sia valutato positivamente al fine di permettere di vivere. I requisiti specifici, poi, dipendono anche dalla particolare banca e personalmente consiglio di servizi come quello da noi offerto, con intermediari creditizi che non comportano aggravio alcuno di spesa e che valutano preliminarmente la tua situazione e propongono la tua pratica alle entità bancarie più corrispondenti alla tua situazione, in modo da avere 2 o 3 preventivi alle migliori condizioni possibili.

Uno può rivolgersi anche “alla sua banca” senza problema alcuno, però viene a mancare la valutazione di uno spettro più ampio ed appetibile di possibilità.

 

Il fisco:

impersonato dall’Agenzia Tributaria Española (detta “Hacienda”): con questi bisogna starci attenti veramente, perché non c’è niente che gli scappi, in particolare nel settore immobiliare!

Non basta… in caso di qualche imprecisione o dimenticanza, potranno non farsi vivi subito, ma sicuro lo faranno prima dello scadere dei termini di prescrizione, con i dovuti interessi e sanzione!

 

Da tenere in conto, nella compravendita immobiliare, l’IVA, la ITP (Impuesto de Trasmisiones Patrimoniales e mutuamente escludente con l’IVA), che colpisce ogni passaggio immobiliare e titolo oneroso e non solo, la ISD (Impuesto Sucesiones y Donaciones), AJD (Actos Juridicos Documentados).

 

Se non si paga il 10% di ITP per un immobile di seconda mano perché lo abbiamo ereditato o ce lo hanno donato, è perché ci si paga il 10% di ISD, no perché sono buoni e trattino una donazione meglio di un’acquisto.

 

E la successione? Dipende dalle esenzioni e/o franchigie in ciascuna Comunidad Autonoma, però il concetto è che, poco o tanto, sempre si debba pagare!

 

Esiste, poi, anche un altro caso in cui non si paga la ITP… ed è quando si compra un’immobile nuovo, sul quale si paga l’IVA di importo equivalente (tranne che non sia “di lusso”, nel qual caso la percentuale aumenta).

 

Esistono riduzioni o sconti?

Qualcosa si, per i minori di 35 anni che comprano la prima casa, per la familia numerosa (con relativo titolo) che compra la prima casa, nel caso della “vivienda protegida” (qualcosa tipo le case nella 167 in Italia): si può arrivare a pagare il 4% invece del 10%, sempre che si rientri nei previsti parametri.

 

Comunque, nella Comunidad Valeciana, la ITP ordinaria è il 10%, come anche l’IVA se la casa è nuova; nelle Canarie, ad esempio, siamo al 6,5%; in altre zone siamo sul 8%...

 

…e ricordiamoci sempre che in materia di fisco possiamo pensare di tutto e di più, solo non possiamo aspettarci una normativa semplificata, chiara, comprensibile e soprattutto univoca, infatti ci sono Comunidades Autonomas che applicano la ITP scaglionata con % crescente al crescere del valore dell’immobile, altre che distinguono fra “vivienda” e “vivienda habitual” (diciamo “prima casa”), alcune che prevedono una AJD del 1,5%, altre del 0,75%, alcune che applicano una riduzione del AJD all’acquisto della vivienda habitual ed altre no… anche se, magari, applicano aliquote differenziate per la ITP, però non tutte prevodono sconti sulla ITP per la vivienda habitual… tutto chiaro, vero?

 

Noooo??? Non preoccupatevi, purtroppo è normale… non capirlo!!!

 

Comunque, poi, c’è anche la AJD, in pratica sono le imposte che si pagano per la ufficializzazione dei documenti (contratto).

Dal 2019, in caso di mutuo, la AJD sul contratto di mutuo la paga la banca (il prestamista), non più il prestatario, ma per le altre cose, paga chi compra, come anche la AJD relativa a la “escritura de compraventa”.

 

A dire la verità, ci sono anche possibilità di ripartire diversamente le spese contrattuali e tasse fra compratore e venditore, sempre che sia specificato nel contratto… cioè, in alcune Comunidad Aut., è prevista una ripartizione di spese fra le due parti e non l’intero accollo ad una sola, se non specificato diversamente nel contratto.

 

Per aggiungere un tocco concreto al tutto, dal 2022 queste imposte non si pagano più sul valore indicato nel contratto, ma è stato introdotto il valore denominato “valor de referencia al fin de trasmisiones” (diciamo “valore fiscale” che, nell’idea del fisco, dovrebbe rispecchiare quello di mercato): se nel contratto viene registrata una cifra minore o uguale a quella del valore “fiscale”, allora le imposte si devono pagare sul valore fiscale; se si registra la vendita per un importo superiore a quello fiscale, allora si paga su quanto registrato… in questo caso il concetto è “pagare su quello che fa pagare di più”… poi esiste la possibilità di fare ricorso, ma attenzione ai tempi stretti ed alla reale corrispondenza dei fatti, perché “Hacienda lo sabe todo”!

 

La plusvalía municipal:

è un’imposta che la legge attribuisce al propietario ed è relazionata, attraverso opportuni coefficienti, all’incremento del valore del suolo per un periodo massimo di 20 anni successivi all’acquisto. Si può andare da qualche decina o centinaia di euro fino anche a diverse migliaia ed il calcolo preciso avverrà solo a vendita fatta… praticamente impossibile per il venditore sapere prima l’importo esatto.

 

Il notaio.

Dal punto di vista di obblighi di legge, il notaio interviene come ufficiale rappresentante dello stato, che autentica l’identità della parti, verifica l’esistenza burocratica dell’immobile e la sua titolarità… e non ha alcun obbligo di essere “intermediario fiscale/esattore di imposte”, se non sulla base di uno specifico incarico: solitamente il notaio redige il contratto e, una volta firmato, si conferisce incarico un’asesoría di curare la parte fiscale, registrale etc., sia per la presentazione dei pagamenti delle relative imposte che per l’iscrizione della transazione nel Registro de la Propiedad: potremmo anche farlo in proprio, ma in linea di massima è meglio affidarsi a qualcuno che sa cosa, quando e dove farlo!

 

Spese apertura hipoteca / estinzione e cancellazione.

L’unica spesa relativa al prestito ipotecario che è rimasta da carico del richiedente è quella relativa alla “tasación”, cioè alla  perizia sul valore del bene ai fini ipotecari, effettuata da un técnico iscritto negli appositi albi; tutte le altre spese, comprese le spese del notaio e l’imposta AJD, sono a carico della banca… comunque, non siamo polli nel pensare che con questo le banche ci facciano regali: è una disposizione di legge in vigore dall’ultima riforma della Ley Hipotecaria del 2019!

Normalmente, oltre alle “garanzie” per ottenere il mutuo, le banche richiedono anche vincoli di deposito titoli, accredito busta paga, la sottoscrizione di prodotti assicurativi etc., al fine anche di una “bonificación” (riduzione) del tasso d’interesse applicato e qui stiamoci asttenti e conti allá mano, perch¨nel momento in cui vogliamo l’agognato mutuo siamo spessi disposti a firmare clausole capestro di vario tipo!

 

Le spese di cancellazione dell’ipoteca, se esistente, sono a carico del venditore e la sua cancellazione permette al compratore di avere un bene “libre de cargas hipotecarias” (libero da carichi ipotecari) e, se del caso, di iscrivere una ipoteca a proprio nome su tale immobile, a garanzia di un prestito.

 

Ricordarsi comunque sempre che, indipendentemente da chi iscrive l’ipoteca su un immobile, questa affetta l’immobile stesso, quindi se si compra un immobile ipotecato senza provvedere a tutti i passaggi o con eccessivo spirito di fiducia, possono crearsi intoppi, ad esempio, nel momento in cui lo si va a rivendere oppure in cui si chiede un prestito avente il bene stesso come garanzia… intoppi che, nel migliore dei casi si traducono in perdita di tempo e di denaro (la cancellazione si paga).

 

Nel caso di estinzione anticipata di un prestito ipotecario in seguito a compravendita, occorre farsi fare un certificato dalla banca con l’attestazione della “deuda pendiente” (debito residuo) al giorno del contratto dal notaio e presentarsi con 2 distinti assegni: uno per pagare il saldo alla banca e l’altro per l’importo restante.

 

Per regolarsi al momento di stabilire il prezzo dell’immobile ed eventuali margini di trattabilità, la meglio è farsi assistere da un professionale per una valutazione del prezzo di mercato e regolarsi su quello, senza voler esagerare in sopravalutazioni dettate dal cuore e bisogna fare bene i conti e leggere anche la “escritura de hipoteca” per rendersi conto se vi siano previste “penali” per cancellazione anticipata e altre spese indesiderate.

 

Nei limiti del possibile, i conteggi facciamoceli prima, per non ritrovarsi poi delusi se ci aspettiamo una certa cifra “netta” e poi ci accorgiamo che ci sono alcune migliaia di euro in meno perché abbiamo dovuto pagare cose che non avevamo tenuto in conto!

 

Il Registro de la Propiedad.

Una volta che abbiamo acquistato un bene immobile, questo va iscritto nel Registro della Propiedad a nostro nome. Non è un assoluto obbligo di legge, ma è il passaggio che garantisce di fronte a tutto il mondo che siamo proprietari di quel bene e, proprio per questo, è assolutamente consigliabile farlo il più velocemente possibile per evitare problemi futuri.

Dal punto di vista della Publicidad Inmobiliaria, conta per primo chi iscrive il bene per primo e non credo che nessuno abbia piacere di arrivare secondo dopo aver già pagato!

 

Reformas

Dicesi ristrutturazioni: molti preferiscono un immobile già in ottime condizioni, pronto per entrare a viverci. Ottima cosa nel caso di immobili nuovi, un pò più difficile da avere con immobili di seconda mano: a volte sembra in perfette condizioni, ma non lo è proprio del tutto, a volte è evidente che ci sia da fare qualcosa (bagno, cucina, impianti), a volte è evidente per chiunque che necesita di una ristrutturazione integrale. Salvo che non si tratti semplicemente di dare un’imbiancatura (cosa più o meno doverosa in quasi qualsiasi situazione), sono spese da tenere in conto.

 

Eseguire e seguire una ristrutturazione ed ottenere un buon risultato, conforme ai propri gusti e ad un costo ragionevole è difficile, ma si può realizzare… l’importante è che il prezzo che si paga per l’immobile sia proporzionato alle sue condizioni!

 

Basura

In Italia la chiameremo “nettezza urbana” (…e successive evoluzioni nominative), ma qui tutti la chiamano “basura”: si paga al Ayuntamiento ed ognuno ha le proprie regole. In alcuni posti, si paga specificamente e separatamente da altre cose, in altre viene inclusa nelle fatture delle utenze, ad esempio in quella dell’acqua.

In generale si paga meno del corrispondente italiano, comunque si paga!

 

Possibile problema di okupas

Questo… potremmo anche definirlo “il cancro degli immobili”, il rischio che estranei entrino in casa, se ne impossessino e ci vivano a tempo indefinito come fosse casa loro, si iscrivano come residenti, si allaccino abusivamente per le utenze a quelle condominiali o di altri ed acquisiscano il diritto di fronte alla legge a non poter essere buttati fuori con procedure rapide, in particolare se si tratta di famiglie con bambini piccoli o con disabili: alla fine, è il propietario quello che si trova nella m….a e che dovrà affrontare spese legali, ripagare le distruzioni interne a casa sua etc.

Il problema è più sentito nelle “seconde case” non adeguatamente seguite e raggiunge l’apice nelle “proprietà bancarie” e/o in quelle delle aste immobiliari: a volte si trovano immobili a prezzi apparentemente interessanti, ma con il non piccolo difetto degli okupa inclusi nel prezzo!

A volte si può raggiungere (pagando) un accordo con i personaggi, ma direi che salvo per gli animi più impavidi, quella di imbarcarsi nell’acquisto di un immobile occupato sia da evitare come la peste!

 

Acquisti dalle entità bancarie e lo strano sistema della subasta inversa

“El banco gana siempre”: ma fu detta una verità più reale di questa (ce lo disse anni fa la direttrice della banca dove ho il conto corrente)!

Alcuni anni fa, era usanza trovare presso le banche immobili a prezzi interessanti rispetto al normale mercato: oggi è più facile che il prezzo apparentemente interesante sia fissato dalla banca come “specchietto per le allodole”.

Si presenta sui portali un immobile ad un prezzo aparentemente non male, si racimolano i contatti, si apre il periodo delle visite e si presenta l’immobile al prezzo relativamente appetibile e… successivamente si apre il periodo delle offerte: la particolarità è che il prezzo di presentazione in sede di visita, visti i lavori che ci sono da fare, ci è sembrato già altino, ma per l’entità bancaria è il prezzo minimo a cui si può presentare un’offerta e si possono solo fare offerte al rialzo, cioè, non esiste trattabilità alcuna per il prezzo iniziale, ma solo può aumentare.

E’ una tecnica per spingere fin da subito i potenziali compratori a sentirsi presi da un sentimento di urgenza, magari stimolato dalla possibilità di finanziamento oltre i normali limiti, per il fatto che già ci siano stati “oggi” 30 visitatori e cge fra 3 giorni si aprirà “el periodo de las pujas”!

Va da se che la convenienza della cosa sia solo per la banca, in particolare se il prezzo iniziale già è stabilito nella parte alta o molto alta (o anche sopra) della fascia di prezzi di mercato ragionevoli.

Non dico di non vedere proprietà provenienti da entità bancarie, solo che non è il caso, come privato cittadino compratore, di aspettarsi di fare grandi affari.

 

L’agenzia immobiliare

Molti incolpano, secondo me ERRONEAMENTE, le agenzie di tutti i mali del mercato immobiliare, senza tenere conto che se si tratta di un agente / consulente serio e professionalmente preparato, che cura realmente gli interessi del proprio cliente e lo guida in in tutto il percorso relativo all’acquisto e che talvolta è veramente arduo, nessun importo per lui speso sarà mai speso male, ma sarà un investimento dal ritorno garantito

 

…purtroppo è anche vero che nel settore ci sono personaggi di tutti i tipi e che di solito, quelli più “truffaldini” non sono quelli più timidi o che peggio si presentano di fronte ai clienti, anzi, molti di questi portano allo “stato dell’arte” il detto “non avrai mai una seconda occasione di fare una buona prima impressione!” …e sarà proprio quella buona prima impressione che ti impedirà di vedere la realtà che nasconde.

Quindi: agente/consulente si, ma attenzione nella scelta

 

L’IBI e le variazioni in Ayuntamiento e nelle forniture

Hai comprato un immobile?

In Spagna si chiama IBI (e non IMU), ma sempre la stessa cosa è… ricordati sempre di fare (entro 30 giorni dall’acquisto) le variazioni del caso.

A tuo carico anche le variazioni acqua, luce, gas (volture “cambios de titularidad”, se i servizi sono già esistenti) presso gli enti fornitori, oppure richieste di allaccio delle forniture se non esistenti.

Ad esempio, nel caso di un immobile acquisito da una banca, quasi sicuramente occorrerà fare nuovi allacci perché non ci sono i contatori (rimossi da tempo) e, comunque, in caso di ristrutturazioni pesanti, si dovranno sempre ottenere e fornire le relative certificazioni degli impianti, anche se non tutte le ditte le amano: molti fanno anche lavori di vario tipo, ma per certificarli devono essere effettuati da un professionista iscritto negli appositi albi.

 

Alla fine di questa panoramica sul mondo immobiliare spagnolo, acquisti, tasse, insidie più o meno nascoste, torno a ripetere quello che, per me, è il punto fondamentale: non lanciarti a capofitto su quella che sembra essere l’occasione della tua vita, dando per scontato di non aver bisogno di supporto professionale… se poi pensi che “lanciarsi” sia la cosa giusta, “lanciati”, ma a ragion veduta, non d’impatto!

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